Caro mense, scontro in consiglio Le mamme: bloccate gli aumenti

Genitori, associazioni dei consumatori e opposizione contestano l’amministrazione comunale E Masci promette: «Cercheremo ulteriori risorse nel bilancio per applicare altri sconti alle famiglie»
PESCARA. «Le famiglie non ce la faranno a pagare prezzi così alti per i pasti dei propri figli. Il Comune riduca subito le tariffe». È l’accorato appello, l’ennesimo, che ieri pomeriggio mamme e papà hanno lanciato al sindaco Carlo Masci e all’assessore all’istruzione Gianni Santilli, durante il consiglio comunale straordinario convocato, su richiesta del centrosinistra, per discutere degli aumenti delle mense scolastiche che scatteranno dal prossimo 8 gennaio. Quasi vuoti i banchi della maggioranza. Genitori, associazioni dei consumatori e opposizione si sono trovati tutti d’accordo nel contestare la decisione dell’amministrazione comunale di applicare tariffe più care dall’anno prossimo in occasione del cambio del gestore delle mense. Sindaco e assessore, alla fine della seduta, hanno promesso di cercare nuove risorse in bilancio per poter applicare altri sconti alle famiglie meno abbienti. La recente rimodulazione delle tariffe, adottata da Santilli, con l’introduzione di un’ulteriore fascia di reddito per calmierare i prezzi, dunque non è servita a placare la protesta.
LE MAMME «Noi ci batteremo fino alla fine contro gli aumenti», ha detto Roberta Aquilani, portavoce dei genitori, «aumenti che non sono sostenibili per le famiglie. Più del 60 per cento dei genitori è in una fascia di reddito Isee superiore ai 22mila euro e quindi dovrà pagare il prezzo pieno dei pasti. Così rischiamo di non poter fare più il tempo pieno per i nostri figli». «Un altro problema da risolvere», ha affermato la portavoce, «è la scelta del Comune di far pagare la tariffa più alta a quelle famiglie che sono residenti fuori Pescara e che utilizzano le mense del Comune, anche se queste hanno dei bassi redditi. Devono quindi essere inserite ulteriori fasce Isee».
L’OPPOSIZIONE «Pescara è tra le città italiane che avrà le tariffe più alte», ha osservato Piero Giampietro (Pd), «questo perché vengono eliminati i contributi che il Comune pagava in passato per calmierare i prezzi a carico delle famiglie». «La mensa scolastica rappresenta una garanzia per evitare la dispersione scolastica», ha evidenziato Marinella Sclocco (Sclocco sindaco). «Siamo costretti a portare in aula le istanze dei cittadini perché non vengono ascoltati dall’amministrazione», ha precisato Francesco Pagnanelli (Pd), «la scelta è esclusivamente politica». «Questa giunta sta trasformando un semplice diritto in un privilegio per pochi», ha osservato Erika Alessandrini (M5S).
L’AMMINISTRAZIONE «Il regolamento che non abbiamo fatto noi prevede che chi abita fuori Pescara debba pagare la tariffa piena», ha fatto notare Santilli. «Aspettiamo di vedere come finisce», ha aggiunto Masci, «cercheremo in bilancio risorse per ridurre ulteriormente le tariffe». La stessa promessa era stata fatta poco prima da Santilli. «Ma è giusto che chi ha di più paghi di più», ha continuato, «ricordo che solo a Pescara fino a 6mila euro di reddito Isee non si paga nulla». Altermine del suo discorso, il sindaco è stato duramente contestato da Marco Presutti (Pd) ed è scoppiata una violenta lite in aula. L’intervento del presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli ha poi riportato la calma.

