Carta delle valanghe operativa tra 2 anni

20 Gennaio 2020

L’incredibile iter partito nel 1992 del documento che avrebbe evitato la tragedia. A maggio sarà consegnato alla Regione

PESCARA. Occorrono ancora due anni per evitare una Rigopiano 2. Quando la Carta di localizzazione del pericolo di valanga (Clpv) sarà approvata, l'Abruzzo avrà finalmente un vero strumento di prevenzione.
I DIVIETI. Nelle aree a rischio potrà «sospendere l'edificazione, la realizzazione di impianti e infrastrutture ai fini residenziali, produttivi e di carattere industriale, artigianale, commerciale, turistico e agricolo nonché ogni nuovo uso delle aree che possa comportare un rischio per la pubblica e privata incolumità». E potrà anche prescrivere, «qualora le condizioni di rischio siano ritenute eccezionali ed attuali, l'immediata sospensione di ogni utilizzazione delle opere e delle aree». Ovvero l'evacuazione. Esattamente quello che sarebbe dovuto avvenire a Rigopiano tre anni fa, il 18 gennaio del 2017.
L’ACCUSA. Secondo la Procura di Pescara la tragedia si sarebbe potuta evitare con la Carta delle valanghe. Proprio per il colpevole ritardo nella redazione della Clpv, sulla quale si è cominciati a lavorare nel 2014 con un andamento molto lento anche per la carenza dei fondi destinati, sono indagati dirigenti regionali, mentre sono stati prosciolti i presidenti della Regione e gli assessori alla Protezione civile che si sono succeduti.
LA GARA D’APPALTO. La Clpv regionale dovrà riguardare tutti i territori abruzzesi al di sopra di 1.000 metri sul livello del mare con il 25% di pendenza. A realizzarla è l'Ati composta da Aia Engineering di Trento, I.C. srl di Milano, Soildata di Lecco e l'ingegner Mauro Barberi, che ha vinto il bando con un’offerta di 700 mila euro, quindi con un ribasso di ben il 46,02% (che corrisponde a meno di 558mila euro) sulla base d’asta, e con tempo fissato per consegnare i lavori a marzo 2021.
L’INTEGRAZIONE. L'aggiudicazione definitiva della gara è avvenuta il 7 febbraio del 2018, più di un anno dopo la tragedia di Rigopiano. Ma dal verbale di una riunione del Coreneva (il Comitato tecnico regionale per lo studio della neve e delle valanghe) del 16 febbraio, successiva all'aggiudicazione, emerge l’inserimento di un sostanziale aggiunta al capitolato d’appalto. Un’integrazione che mette in relazione tra di loro il rischio valanghe con il terremoto, come accadde quel maledetto 18 gennaio. La frase inserita è questa: «Tra le cause si segnala attenzione nella possibilità di rilevare la connessione dell'evento valanghivo con la concomitanza di eventi sismici».
L’ACCELERAZIONE. Marzo 2021 però è un tempo ritenuto eccessivo dal presidente della giunta, Marco Marsilio, che ha chiesto una relazione sullo stato dell'arte e che avrebbe già avuto rassicurazioni dall'Ati sulla possibilità di avere l'elaborato molto prima. In modo tale da procedere agli altri complessi passaggi. Ovvero: l’istruttoria per verificare la completezza della Carta, e la sua aderenza a quanto stabilito nel bando di gara, l’approvazione in giunta regionale, la notifica ai 184 comuni montani coinvolti, l'attesa delle osservazioni da parte loro, eventuali integrazioni e modifiche, esame delle prescrizioni da parte del Comitato regionale per lo studio della neve e delle valanghe (Coreneva), nuova approvazione in Giunta, e infine il varo da parte del consiglio regionale.
MARSILIO CONFERMA. Ieri, il governatore ha confermato al Centro che «si è nella fase di completamento della digitalizzazione ed elaborazione cartografica la cui conclusione è prevista già per questa primavera, pertanto in anticipo sui tempi contrattuali. Se saremo altrettanto bravi», ha aggiunto, «l’iter sarà definitivamente concluso anche con qualche mese di anticipo sulla primavera 2021». Se non ci saranno imprevisti entro maggio ci sarà la prima bozza della relazione sulla Carta delle Valanghe. È l'annuncio che anche il direttore del Dipartimento regionale Territorio e Ambiente, Pierpaolo Pescara, dà.
MAXI RITARDO. Ma siamo comunque di fronte a un ritardo complessivo che sfiora i trent’anni. Non a caso la documentazione di cui la Regione avrebbe dovuto dotarsi nel lontano 1992, è uno degli elementi al centro della maxi inchiesta sulla tragedia di Rigopiano. Sul sito della Regione Abruzzo, Geoportale, Cartografia, Protezione Civile, è però possibile consultare la Carta storica delle Valanghe aggiornata alla stagione invernale 2013-2014.
L’ALTRO DOCUMENTO. La Carta storica delle valanghe o meglio il Catasto storico delle valanghe, visto che non è limitata alla sola rappresentazione grafica della valanga ma anche a tutta una serie di informazioni correlate, è un passo propedeutico alla successiva realizzazione della Clpv. Utilizzato dal 2010 come supporto alle decisione del Coreneva, il catasto storico delle valanghe viene reso disponibile per tutti i comuni interessati, non come potenziale carta del rischio valanghe, ma come un utile strumento di conoscenza del territorio a disposizione degli enti locali, dei gestori dei bacini sciistici e anche di chi frequenta le montagne innevate abruzzesi nel tempo libero.
MA NON BASTA. Va però chiarito che la Carta storica non può essere intesa come una previsione o valutazione su possibili eventi valanghivi, ma solo come semplice registro di eventi avvenuti, rimandando la caratterizzazione del territorio per quanto riguarda il rischio valanghe, alla realizzazione della vera e propria Carta di localizzazione dei pericoli da valanga, il cui primo iter approvativo (Prati di Tivo-Campo Imperatore) si è completato nel 2017.
PRIMI PASSI. Più nel dettaglio relativamente alla Clpv, la prima procedura di affidamento è stata espletata nel dicembre 2014. Agli inizi del 2015 è stata quindi definitivamente assegnata la realizzazione del primo lotto denominato "Gran Sasso" che comprende le aree di Prati di Tivo, gli impianti sciistici di Campo Imperatore e tutto il versante aquilano denominato il "Vasto".
La scelta questa area (di 7.500 ettari) è stata effettuata ritenendo la stessa «un ambito prioritario» anche in considerazione degli eventi registrati all'interno del catasto storico. Nel mese di aprile 2016, il lavoro è stato consegnato alla Regione per la prosecuzione dell'iter approvativo. Nel frattempo però era già partita una seconda fase. Nel corso del 2015 la Regione ha infatti dato seguito all'impegno di ulteriori 43mila euro la realizzazione della Clpv per i Comuni di Lucoli, Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio, Ovindoli, Rivisondoli e Roccaraso.
STOP AND GO. Per due anni però l’iter si è arenato. Finché non c’è stato Rigopiano. Sette mesi dopo la tragedia, la giunta regionale approva la delibera numero 399. Era il 18 luglio 2017: «Disegno di Legge per la realizzazione della Carta per la localizzazione dei pericoli da valanga, modifiche ed integrazioni alla legge regionale 47 del 18/06/1992». Così è ripartita la procedura per la realizzazione della Clpv su un’area molto più vasta di 400mila ettari. Tra due anni la Regione taglierà finalmente il traguardo. Un dovere assoluto nei confronti di 29 morti che in realtà potevano essere salvati.