Carta valanghe, otto anni di attesa

25 Gennaio 2024

È del 2021 ma l’iter dell’atto che avrebbe evitato la strage partì molto prima

L’AQUILA. La data da tenere a mente è questa: 13 settembre 2021. Quel giorno la giunta Marsilio si riunisce e finalmente approva la Carta di localizzazione dei pericoli da valanga (Clpv).
L’attesa è durata otto anni ed ha attraversato tre esecutivi regionali a partire dal 2014 quando viene approvata una prima delibera che riguarda la carta storica delle valanghe, propedeutica a tutto il resto visto che con quell’atto l’organo politico sollecitò gli uffici tecnici regionali di iniziare a lavorare alla Clpv. Ma da cui si entra nei meandri della burocrazia e nel silenzio delle carte che viene tragicamente interrotto il 18 gennaio del 2017 da un boato assordante che scuote quel canalone in fondo al quale sorgeva il resort di Rigopiano. Solo allora la macchina burocratica si rimette in moto. Anzi si affretta e, quattro anni dopo, sforna le carte che avrebbero potuto evitare 29 morti. La Clpv è il documento che contiene la localizzazione delle aree che presentano pericoli potenziali di caduta valanghe redatto dopo il parere di congruità espresso dal Comitato tecnico regionale per lo studio della neve e delle valanghe (Coreneva) a giugno sempre del 2021. La delibera di giunta è stata inviata a ciascun Comune interessato come atto di primo indirizzo e di indicazione minima dei pericoli più probabili. «Non si tratta di una vera e propria Carta del rischio che verrà approvata in una fase successiva», dichiarava allora il presidente Marsilio, «ma di una Carta della pericolosità redatta prendendo a riferimento le valanghe storiche o le indagini sul terreno. Quindi non si fanno previsioni su eventuali futuri eventi valanghivi ma, in sostanza, si scatta una fotografia su quanto è accaduto in precedenza». Sulla base di queste informazioni è stato però possibile valutare la necessità di interventi di difesa (ad esempio opere per la messa in sicurezza di infrastrutture esistenti) o decidere coscientemente in merito alla possibilità di realizzazione di nuove infrastrutture o insediamenti. In pratica tutto ciò che è mancato prima della strage di Rigopiano. Quanto c’è di volontà politica dietro i ritardi? (l.c.)