Cartelli stradali a raffica: la pista ciclabile è un caos

6 Ottobre 2018

Ben 80 indicazioni su 350 metri: record tra viale Muzii e via Regina Margherita

PESCARA. Ottanta cartelli, singoli e fronte retro, spalmati su circa 350 metri di pista ciclabile, da viale Muzii a via Regina Margherita, lato nord. Una selva di cartelli stradali, raffiguranti i divieti e i via libera per le bici, lungo le direttrici ciclabili, da far girare la testa a passanti e bikers che si dicono disorientati da tanta abbondanza di segnaletica.
Dal Comune arriva l’annuncio che sulla pista ciclabile che scorre, lato mare, lungo viale Regina Margherita, tra un mese partiranno i lavori per la realizzazione di uno speciale cordolo di gomma che andrà a chiudere e proteggere il tanto contestato tracciato che parte dalla rotatoria di viale Leopoldo Muzii e arriva fino a piazza della Rinascita. È quanto anticipa il mobility manager del Comune Pier Giorgio Pardi. Intanto, però scattano le polemiche sulla cartellonistica selvaggia.
«Decine di cartelli stradali su pochi metri di pista» denuncia Luigi Albore Mascia, consigliere comunale di Forza Italia, «che sfilano uno dopo l'altro dall'imbocco della strada parco su viale Leopoldo Muzii fino a via Isonzo, passando per viale Muzii e la parte iniziale di via Regina Margherita», lungo la quale scorre il tratto colorato a macchia di leopardo.
Proseguendo verso viale Sabucchi, c'è ancora altra segnaletica bifacciale all'incrocio con ogni traversa che si immette sulla via principale.
Segnali, distanziati di pochi metri uno accanto all'altro, indicanti il percorso del tracciato ciclabile, il tratto che termina sugli attraversamenti pedonali e che ricomincia subito dopo. Di nuovo, Mascia: «Sacrosanto che le indicazioni stiano nelle vicinanze delle intersezioni, ma questi cartelli sono davvero troppi, una sovrabbondanza che è anche uno spreco di denaro pubblico se consideriamo che ogni segnale, verniciato a fuoco, ha un costo variabile tra i 100 e i 150 euro. Un proliferare di cartelli bifacciali che non hanno alcuna utilità, come nel caso di quelli posizionati all'imbocco di via Isonzo, strada a senso unico con direzione mare- monti, che annunciano una pista che scorre dall'altra parte del cartello»
«Per non parlare», aggiunge il consigliere Mascia, «della pericolosa strettoia che si è venuta a creare, a causa dei cantieri che invadono la pista, all'incrocio tra viale Muzii e via Regina Margherita dove si incrociano pedoni e ciclisti che sfrecciano nel senso inverso alla corsia di marcia». La pista che scorre sul marciapiede lato monte di via Regina Margherita è colorata di azzurro soltanto nei tratti che sottolineano il disegno della bici. Ciò per evitare «pennellate di colore sulle mattonelle di betonelle» spiega il manager della mobilità del Comune, il quale non nega che in effetti, è una «selva di cartelli», ma «abbiamo lavorato nel pieno rispetto delle normative vigenti e del codice della strada e salvaguardato l'attenzione di più utenti perché su, e intorno, a una pista ciclabile gravitano pedoni e disabili oltre ai ciclisti».
Sullo spreco di denaro pubblico, ipotizzato da Mascia, Pardi replica che «i cartelli non costano più di 70- 80 euro l'uno», moltiplicati per 80 e passa fanno un totale di 5600 euro, contabilizzati per difetto.
Per quanto riguarda il lato mare della pista di viale Regina Margherita, che scorre verso il centro cittadino, che tante contestazioni e polemiche ha scatenato nel passato a causa della mancanza di sicurezza e di pericolosità del tracciato, Pardi annuncia che «tra un mese partiranno i lavori per realizzare uno speciale cordolo di gomma che andrà a delineare e proteggere l'intero percorso». Costo dell'intervento: 25 mila euro.
Il manager della mobilità precisa, inoltre, due questioni che danno forza alla progettualità messa in campo dal Comune sulle piste ciclabili cittadine. «I tracciati realizzati e in fase di creazione», spiega, «fanno parte del progetto di ciclopolitana allo studio del Comune. Inoltre, in questa fase, registriamo i dati della Fiab che evidenziano l'aumento del traffico di biciclette del 66 percento». Dati che fanno solo arrabbiare i commercianti di viale Muzii che rilanciano l’allarme sul «crollo degli affari», come denuncia la parrucchiera Marilena.
C'è persino un triangolo con i colori del semaforo lungo il cordolo della pista di viale Muzii, ma sulle strade circostanti non ci sono più impianti semaforici, sostituiti da tempo dalle rotatorie. «Forse quel cartello anticipa il futuro», dice scherzando la biker Marina D'Onofrio, «quando sulla strada parco torneranno a correre i mezzi di trasporto. Questa foresta di segnaletica è ridicola. Oltre che uno spreco economico, crea l’effetto contrario a quello voluto, i cittadini sanno dove andare. Ci hanno presi per incapaci di leggere gli avvisi? Piuttosto pensassero a potenziare l’illuminazione che di notte la pista è al buio».