Casa, appelli al Comune In lista d’attesa 112 famiglie

Francavilla, l’amministrazione gestisce in città duecento alloggi popolari Una coppia con tre figli minorenni ha presentato la domanda 15 anni fa
FRANCAVILLA. Sono in totale 112, in base all'ultima graduatoria pubblicata di recente, le famiglie in lista di attesa per ottenere un alloggio popolare a Francavilla, città che dispone in totale di circa duecento case di edilizia residenziale pubblica dell'Ater la cui assegnazione viene gestita direttamente dal Comune.
Tra queste famiglie c'è anche quella formata da Alessandro Bosica e Debora Vastano, 39 e 36 anni, genitori di tre figli minorenni di 15, 11 e 10 anni. Da circa 15 anni, non avendo mai navigato nell'oro, hanno chiesto l'assegnazione di un alloggio popolare, e se fino a cinque anni fa hanno avuto la possibilità di pagare un affitto, nell'ultimo lustro le cose sono precipitate. Lui ha perso il lavoro come autista di camion, lei fino a qualche settimana fa ha vissuto con la borsa lavoro di 207 euro del Comune. La conseguenza è stata quella di andare a vivere a casa della madre di Alessandro, un appartamento di soli 48 metri quadrati nel quale vivono in sette, compreso un componente della famiglia che dopo essere uscito dalla comunità potrebbe ricadere in problemi di tossicodipendenza con tutto ciò che ne consegue vista la presenza di ragazzi e bambini all'interno delle stesse mura.
La coppia lamenta come rispetto alla graduatoria del 2017, quest'anno siano scesi alla diciottesima posizione. Per questa ragione chiedono nuovamente aiuto sia al sindaco sia al vice e assessore alle Politiche sociali affinché si possa trovare una soluzione per la loro situazione. «Pochi giorni fa siamo stati dal sindaco», raccontano, «abbiamo sempre chiesto con gentilezza, ci risponde di non preoccuparci che tutto si risolverà, ma qui non cambia mai niente. Non capiamo come funzionino certi meccanismi. Chiediamo solo una casa, per quanto riguarda il cibo siamo sempre riusciti a fare da soli. In casa di mia madre viviamo ammassati e i nostri figli certamente non vivono una situazione ideale». Ad aiutarli e sostenerli c'è anche l'associazione Emozioni Onlus, di cui è presidente Anna De Siati, con la consegna dei pacchi viveri e il servizio doposcuola per i ragazzi. Dopo aver vissuto per un anno e mezzo anche in una roulotte sotto casa, lei attualmente è disoccupata mentre lui raccoglie ferro, ma i guadagni praticamente non ci sono. «Siamo sempre stati disponibili», fa sapere il vice sindaco e assessore alle Politiche sociali Francesca Buttari, «purtroppo hanno solo punteggi di disagio legati al nucleo e al reddito, nessuna condizione soggettiva, come disabilità certificata over 70 e altre. Hanno solo 5 punti. Comunque si tratta di un nucleo molto assistito dai servizi sociali». La De Siati fa sapere come siano in aumento le famiglie che si rivolgono in cerca di aiuto: 75 quelle assistite assiduamente e 130 in totale. «Servono più volontari e maggiore generosità da parte di chi può permettersela», dice De Siati, «anche un pacco di pasta ogni tanto farebbe comodo». Fino a questa sera, raccolta di viveri di Emozioni Onlus al Conad di Villa Raspa di Spoltore in viale Europa.

