“Casa della droga”: sbarrati gli accessi in attesa dei negozi

16 Settembre 2017

Il gruppo che si è aggiudicato all’asta l’area sulla Tiburtina annuncia il progetto di recupero dopo l’ennesima pulizia

PESCARA. C’erano diversi senzatetto, ieri mattina, a dormire nei capannoni sulla Tiburtina che compongono il Piper, il complesso mai ultimato a fianco al Conad. Passano la notte lì, come dimostrano i materassi sudici sistemati sul cemento, tra rifiuti e siringhe gettati ovunque. Ma nei prossimi mesi lo scenario dovrebbe cambiare completamente perché il Gruppo Real Estate farà rinascere questa zona, recuperandola e rimettendola a nuovo, per aprire delle attività commerciali, come annunciano i rappresentanti del gruppo stesso. Sono stati loro ad aggiudicarsi il “megalotto” messo all’asta nell’ambito del fallimento della Mediterranea Life. Il lotto, assemblato dal curatore fallimentare Luca Cosentino, comprende sia i capannoni abbandonati a se stessi sia il Saligia cioè il bel palazzo retrostante, coperto di specchi, dove si trovano uffici, posti auto e garage. Sarà mantenuta l’attuale destinazione, annunciano, per cui al posto del Piper ci saranno attività commerciali e nel Saligia troveranno spazi gli uffici. L’aggiudicazione, per un importo di tre milioni e 800mila euro, c’è stata a giugno e l’operazione dovrebbe concludersi a dicembre con il versamento del saldo. Poi, nel tempo, l’investimento produrrà i suoi effetti e prenderà il via la riqualificazione.
In attesa della svolta, ieri mattina Cosentino ha fatto arrivare di nuovo gli operai nella “casa della droga” per chiudere i varchi aperti dai disperati ed evitare altri accessi di tossicodipendenti, sbandati e senzatetto. L’intenzione è di evitare che si verifichino sciagure visto che lì dentro, nei mesi scorsi, una ragazza è stata violentata, un uomo è morto per una probabile overdose e un paio di settimane fa c’è stato un incendio. Gli operai si sono occupati di chiudere con dei pannelli di legno le zone più alte, dove si arrampicano gli intrusi. Hanno poi sistemato le transenne laterali, rinforzando le giunture, e chiuso un buco aperto sulla parte posteriore, dove qualcuno ha divelto una lastra di cemento per avere libero accesso. Ieri è stato necessario l’intervento della polizia, visto che un giovane fermato nei capannoni non riusciva a vestirsi. Gli altri, invece, si sono allontanati lasciando lì quel po’ che si posseggono per vivere.
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