Casa della solidarietà per i poveri

1 Luglio 2020

Si trova nello stabile ex Artigianluce e potrà ospitare dieci persone

MONTESILVANO. Dieci persone in difficoltà economica, sociale e abitativa potranno trovare accoglienza, a partire da questa settimana, nella Casa della solidarietà Madre Teresa di Calcutta di Santa Filomena. Il servizio, gestito dalla Caritas in collaborazione con l'associazione Spazi di Prossimità e l’Azienda Speciale del Comune di Montesilvano, è stato attivato e già conta i primi utenti. Ad accogliere le persone in difficoltà sarà una parte dello stabile ex Artigianluce di corso Umberto che già ospita la mensa dei poveri e l’emporio solidale e che, fino a qualche mese fa, era una delle sedi del progetto Sprar. A seguito della rimodulazione del sistema di accoglienza degli immigrati e della loro diminuzione, il Comune ha deciso di destinare gli ambienti dell’edificio rimasti liberi per attivare questo servizio di prima accoglienza, al fine di consentire agli utenti un graduale reinserimento nella società e la fuoriuscita dallo stato di emergenza abitativa. La durata della permanenza è di almeno tre mesi, per un totale di dieci posti, e al termine del soggiorno la camera dovrà essere riconsegnata in buone condizioni e completa degli arredi presenti e inventariati al momento della consegna delle chiavi. Possono accedere al servizio nuclei familiari composti di soli adulti e uomini con età minima di 18 anni, che versano in stato di emergenza abitativa, residenti nel Comune di Montesilvano e muniti di documento d’identità valido o di regolare permesso di soggiorno (se non è cittadino dell’Unione Europea). L’ingresso nella casa di seconda accoglienza è subordinato al rispetto di un progetto sociale individuale, verificato periodicamente con l’operatore di riferimento, che indica i tempi, gli obiettivi e la durata dell’accoglienza. All’ingresso, ad ogni ospite verrà consegnato il corredo di due lenzuola, una federa, una coperta, un telo bagno, due asciugamani.
In caso di assenza ingiustificata per due notti consecutive, l’ospite perderà il diritto a conservare il proprio posto letto, che verrà assegnato ad altri utenti. Qualsiasi problema di convivenza dovrà essere segnalato alla Caritas che prenderà i dovuti provvedimenti. (a.l.)