Casa delle tecnologie, Pescara si candida

13 Dicembre 2022

Progetto presentato al Mise: in ballo 10 milioni per la nascita di un centro per aziende e università

PESCARA. Pescara partecipa al progetto “Casa delle Tecnologie emergenti” aderendo al partenariato che vede impegnati l’Arap (Azienda regionale attività produttive), il Politecnico di Torino (Centro Nexa), l’università d’Annunzio e undici aziende del settore privato. L’istanza, inoltrata al Mise, è stata illustrata ieri in conferenza stampa nella sala consiliare e alla quale hanno partecipato il sindaco Carlo Masci, l’assessore comunale all’Innovazione tecnologica, Eugenio Seccia, il presidente di Arap, Giuseppe Savini, e alcuni rappresentanti delle strutture di ricerca coinvolte. Per tecnologie emergenti si intendono Blockchain, Intelligenza artificiale, Realtà aumentata (virtuale e immersiva), IoT (Internet delle cose) e tecnologie quantistiche. «È un’ulteriore opportunità», ha detto il sindaco Masci, «per implementare il patrimonio di tecnologia che questa città è già in grado di esprimere». Il progetto raccoglie infatti la sfida dell’innovazione sviluppandone sul territorio applicazioni ed effetti economici. La “Casa delle Tecnologie emergenti” prefigura un centro di trasferimento tecnologico che renderà complementari le competenze scientifiche delle università e dei centri di ricerca con le esigenze del tessuto imprenditoriale per l’applicazione e la diffusione delle citate tecnologie, questo grazie allo sviluppo delle reti mobili ultra veloci (5G) e alla ricerca sulle reti mobili di nuova generazione (6G), attraverso: la realizzazione di attività di ricerca e sperimentazione finalizzate ad ampliare l’offerta di servizi e a migliorare quelli esistenti sul territorio e al sostegno di start-up e al trasferimento tecnologico verso le imprese.
«Pescara è stata una delle poche città del Sud a partecipare», ha sottolineato l’assessore Seccia. «Se il tutto dovesse andare in porto, si otterrebbero risorse per circa 10 milioni. Ristruttureremmo per 1,4 milioni di euro il piano superiore del mercato coperto di via Bastioni, che accoglierebbe un hub destinato a start-up e imprenditori dell’innovazione per attività di ricerca sull’uso, ad esempio, di applicazioni di intelligenza artificiale per lo sviluppo in materia di mobilità, ambiente ed energia».