Casa di riposo, 24 ore di speranza

Città Sant’Angelo. Udienza sull’eventuale chiusura. Dai sindacati appello alla Curia per i dipendenti
CITTÀ SANT’ANGELO. Bisognerà aspettare ancora 24 ore per conoscere la sorte della fondazione Fraternità magistrale, la casa di riposo per anziani e disabili di Città Sant’Angelo che rischia di chiudere presto i battenti per una serie di criticità strutturali.
È in programma proprio domani, infatti, una nuova udienza in tribunale dopo il rinvio concesso lo scorso 18 gennaio, quando l’ufficiale giudiziario aveva fatto visita alla struttura angolana. La decisione del giudice è attesa con il fiato sospeso dai familiari dei 62 ospiti della casa di riposo, di cui molti non autosufficienti, e dei 23 lavoratori della struttura. Ed è proprio per discutere del futuro incerto di questi ultimi che ieri mattina si è tenuto un tavolo tecnico in Prefettura sollecitato dai sindacati, al quale hanno partecipato il capo di gabinetto Daniela Di Baldassarre, Massimo Di Giovanni e Massimo Paternoster della Fp Cgil, Francesco Marcucci della Uilp, la Ares srls che attualmente gestisce la struttura, i legali della stessa società e della Fondazione presieduta dal vescovo Tommaso Valentinetti, il sindaco di Città Sant’Angelo Gabriele Florindi e un rappresentante dell’Ispettorato del lavoro. «Se la struttura dovesse chiudere, è fondamentale che gli ospiti vengano collocati in altre strutture e che si dia continuità ai rapporti di lavoro degli attuali dipendenti», commenta Di Giovanni, «o trasferendoli nelle nuove strutture che accoglieranno gli anziani attualmente assistiti, o in altre strutture gestite dalla Ares o, eventualmente, in altri istituti della Curia».
In particolare la richiesta delle sigle sindacali, nel caso in cui la Fraternità Magistrale dovesse chiudere – circostanza ormai quasi certa - è che si dia continuità al lavoro dei 15 dipendenti con contratto a tempo indeterminato, dal momento che i rimanenti contratti sono in scadenza a fine gennaio. «La richiesta fatta dalla Prefettura alla Ares va proprio in questa direzione, ossia che la società si faccia carico dei lavoratori assegnandoli ad altre strutture», prosegue Di Giovanni. «Sembra tuttavia che la società sia disposta a farsi carico solo di 6/7 dipendenti. In questo caso, ovviamente, ci appelliamo al vescovo affinché trovi una collocazione a coloro che rimangono fuori».
A finire sul tavolo della Prefettura anche il mancato percepimento, da parte dei dipendenti della Fraternità magistrale, dello stipendio di dicembre, della tredicesima mensilità e dello stipendio di gennaio, che sarà maturato tra qualche giorno. «Per affrontare questi argomenti e avere date certe sui pagamenti, è stato fissato un nuovo incontro», anticipa il rappresentante della Fp Cgil, «il 4 febbraio nella sede dell’Ispettorato del lavoro. In quella occasione speriamo di avere delle risposte più certe e rassicuranti». (a.l.)
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