Casa famiglia chiusa dopo il blitz dei Nas

1 Febbraio 2018

Il centro di accoglienza è risultato privo di autorizzazioni, con carenze di cura a cinque ospiti non autosufficienti

PESCARA. Una casa famiglia priva di autorizzazioni, con cinque ospiti assistiti in modo non adeguato. È a causa di queste contestazioni che una residenza di Montesilvano è stata colpita da un’ordinanza di chiusura, con conseguente trasferimento degli ospiti. È accaduto in via Olanda, traversa di viale Europa, dove cinque anziani risultavano ospiti nel Residence Terza Età, gestito dalla società Aurora Vitae, con sede nella stessa palazzina. La residenza è finita nel mirino dei Nas, nell’ambito di un’attività ispettiva finalizzata a contrastare l’abusivismo, un’indagine che ha riguardato anche altri centri sanitari regionali.
Nel caso di Montesilvano, i carabinieri hanno effettuato un sopralluogo dopo aver ricevuto segnalazioni che parlavano di anziani tenuti in carenze assistenziali e con piaghe da decubito. Circostanza, accertata, almeno in un caso, durante l’ispezione. E che ha convinto i Nas a sollecitare un’ordinanza di chiusura al sindaco Francesco Maragno, poi firmata dal primo cittadino di Montesilvano. Nel corso dell’attività di controllo, i militari avrebbero dunque riscontrato irregolarità, che tuttavia la società Aurora Vitae intende contestare. Nell’ordinanza del sindaco, si riferisce di un paio di ospiti non autosufficienti con piaghe da decubito, non trattati in maniera adeguata da un punto di vista sanitario. La società ribatte che una sola ospite è afflitta da piaghe. Per i Nas, la residenza non risulterebbe in regola con le autorizzazioni necessarie per offrire servizi alla persona. Dalle verifiche, è emerso che la società ha presentato domanda provvisoria di autorizzazione al Comune, lo scorso 18 dicembre, e la relativa istruttoria inviata alla Asl il 2 gennaio scorso per il rilascio del parere di competenza. Nonostante la pratica non si ancora del tutto definita, l’attività è comunque partita con i cinque anziani. Da qui il provvedimento di Maragno, che ha disposto la chiusura della residenza e il trasferimento degli ospiti in altri centri, proprio «al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità delle persone ospitate nella struttura».
Il provvedimento è stato notificato dalla polizia municipale alla società interessata, con sede al primo piano della palazzina di via Olanda dove non compaiono insegne o il nome della residenza sul citofono. In seguito all’ordinanza, un solo anziano che fino a qualche giorno fa era ospite dal centro è stato trasferito temporaneamente alla “Fraternità Magistrale” di Città Sant’Angelo, in attesa di tornare nelle proprie abitazioni o di essere assegnato ad altre case famiglia.
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