Casa, ok le compravendite ma L’Aquila perde il 5,4%

L’Abruzzo a metà nella classifica dell’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate La provincia più vivace è Pescara, dove il venduto è cresciuto del 5%
PESCARA . Sono Savona, Imperia, Milano e Aosta le città più “vivaci”, sotto il profilo della compravendita di case. Lo rivelano i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, rielaborati da Il Sole 24 Ore, che relegano l’Abruzzo a un più modesto centro classifica nonostante gli indicatori siano orientati alla crescita in tre province su quattro. Intramontabile il fascino di Roma, la città eterna, con le sue 104 transazioni ogni diecimila abitanti, che in valore assoluto si traducono in 45.356 compravendite nel secondo semestre del 2017.
LE ABRUZZESI. Al top della classifica, in valori percentuali, c’è Teramo, con 79 transazioni ogni 10mila abitanti, seguita da Pescara (78), L’Aquila (74) e Chieti (72). In valori assoluti, la provincia abruzzese più dinamica, in questo contesto, è quella di Chieti, con 2.767 compravendite; seguono Pescara (2.510), Teramo (2.449) e L’Aquila (2239).
Il capoluogo di regione, peraltro, è alle prese con una tendenza al ribasso (unica realtà in regione e tra le pochissime in Italia), con un indice in discesa del 5,4%. Sempre a livello di variazioni percentuali, in base allo stesso periodo dell’anno precedente, a Pescara si assiste a una crescita del 5% e a Teramo dell’1,1%. L’Aquila, come detto, perde il 5,4% e Chieti si mantiene stabile.
BASSA CLASSIFICA. In fondo all’elenco delle località nelle quali il mercato immobiliare è più pigro c’è Nuoro (41 transazioni di 10mila abitanti), Reggio Calabria (43), Frosinone (45), Crotone e Benevento (47). IN DISCESA. Sono 12, a livello nazionale, le province dove le transazioni immobiliari sono scese rispetto al secondo semestre del 2016. Al primo posto c’è Rieti (meno 7,3%), seguito L’Aquila (5,4%), Sondrio (meno 5,3%), Macerata (5,1%), Pesaro e Urbino (meno 3%),Benevento (meno 2,6%). Tutte le altre (Agrigento, Belluno, Bologna, Caltanissetta, Isernia e Vercelli, sperimentano un calo intorno all’1%, in alcuni casi inferiore, in altri leggermente superiore.
I PREZZI. A Pescara, nella zona centrale tra il lungomare, via Berardinucci, la stazione ferroviaria e via Balilla, nel periodo temporale in esame (secondo semestre 2017), i prezzi oscillavano tra un minimo di 2.350 e un massimo di 3.600 euro per metro quadro per abitazioni civili in ottimo stato, tra i 1.750e i 2.100 euro di quelle in uno stato conservativo normale, tra i 1.350 e i 1.750 delle abitazioni di tipo economico. Ville e villini viaggiavano su un range compreso tra i 2.500 e i 2.900 euro a metro quadrato. Sul portale dell’Agenzia non sono disponibili le quotazioni relative alla zona centrale dell’Aquila, ma nei quartieri della Rivera,stazione,Viale Croce rossa, via Strinella, Collemaggio, Pile, Santa Barbara, Torrione, San Sisto, si va da 1.200 a 1.600 euro per le abitazioni civili ai 900-1.300 di quelle economiche. A Chieti il range va da 1.50 a 1.550 per le abitazioni civili, da 900 a 1.350 per quelle di tipo economico. A Francavilla, invece, nella zona del lungomare nord, il valore della abitazioni civili oscilla tra i 1.800 e i 2.700 euro, tra i 1.600 e 2.400 per quelle economiche. Secondo l’Omi nella zona centrale di Teramo (Corso San Giorgio, Piazza Martiri, Corso Cerulli, Corso De Michetti, via Carducci, Via Veneto e Piazza Dante, il valore oscilla tra 1.300 e 1.900 euro per le abitazioni civili, e tra 900 e 1.350 euro per quelle di tipo economico. Ad Alba Adriatica, invece, si va tra i 1.250 e i 1.850 euro delle abitazioni civili, e tra i 900-1.300 di quelle economiche.

