Case a secco e acqua alla Puglia, partono le audizioni in Regione

Giovedì le commissioni Ambiente e Agricoltura si riuniscono in seduta straordinaria all’Emiciclo Sotto esame le due risoluzioni presentate da Forza Italia-FdI e Pd per difendere la sorgente del Tirino
PESCARA. L’emergenza idrica in Abruzzo e il rischio che l’acqua del Tirino finisca alla Puglia sono i temi al centro di una seduta «straordinaria e congiunta» delle commissioni regionali Ambiente e Agricoltura che si riuniranno giovedì alle ore 11 all’Aquila. La crisi di un’estate con le case a secco tra siccità, portata delle sorgenti in continuo calo e dispersione delle condotte al 60%, e il piano per portare l’acqua della sorgente Basso Tirino fino in Puglia attraverso una conduttura lunga centinaia di chilometri sono al centro della polemica politica.
Via alla sfilata all’Emiciclo: la seduta inizierà con l’audizione dell’assessore regionale Emanuele Imprudente, del direttore del dipartimento regionale Territorio-Ambiente Pierpaolo Pescara, del presidente dell’Ersi Nunzio Merolli, dei vertici dei gestori del servizio idrico e Augusto De Sanctis per il Forum H2O. Dopo l’analisi di un presente di crisi, tanto che il presidente Marco Marsilio ha chiesto già al governo Meloni lo stato di emergenza, il dibattito prenderà una piega politica per parlare del futuro: sono due le risoluzioni sotto esame, la prima (“Tutela falda acquifera delle sorgenti del Tirino”) è del consigliere regionale Antonio Blasioli del Pd e la seconda (“Tutela sorgente Basso Tirino”) di Emiliano Di Matteo (Forza Italia) e Nicola Campitelli (FdI). Entrambi gli atti hanno lo stesso obiettivo: fissare, con un documento ufficiale, il no dell’Abruzzo all’acqua alla Puglia. Finora, Marsilio, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, Di Matteo e Campitelli si sono schierati per il no; stessa posizione per il Pd. Ora si vedrà se in consiglio regionale arriverà una risoluzione soltanto in chiave di sintesi politica oppure due.
Il caso dell’acqua alla Puglia è montato dopo un allarme lanciato lo scorso 29 agosto nel consiglio comunale di Pescara da Donato Di Matteo, consigliere di opposizione e consigliere del cda dell’Aca, l’azienda che porta l’acqua a Pescara, Chieti, Silvi e in altri 61 comuni; poi, è stato il Forum H2O a diffondere uno studio di 73 pagine, commissionato per 100mila euro dall’Acquedotto Pugliese al Politecnico di Bari e all’università di Chieti Pescara, che rivela: «Le acque della sorgente del Basso Tirino presentano interessanti prospettive di sfruttamento a uso idropotabile» con «capacità di captazione stimata di almeno 4-5 metri cubi al secondo», cioè 4mila-5mila litri al secondo. Nei giorni scorsi, l’Acquedotto Pugliese ha presentato due richieste, la prima all’Aca e la seconda alla Regione, per ottenere il permesso di analizzare l’acqua della sorgente Basso Tirino. Nel dettaglio, l’Acquedotto Pugliese ha chiesto la possibilità di eseguire «due campionamenti dai pozzi situati nell’abitato di Bussi sul Tirino».
Nonostante la crisi idrica che investe l’Abruzzo, il piano dell’Acquedotto Pugliese sembra concreto: per adesso, la politica ha fatto fronte comune. Queste le parole di Marsilio: «L’Acquedotto Pugliese è libero di fare le sue ricerche teoriche, pagare le università per questo ma la condizione attuale dell’Abruzzo non consente di aderire a qualsivoglia richiesta». E Marsilio ha mandato il suo messaggio anche al centrosinistra: «A chi volesse insistere nelle strumentalizzazioni di parte, è appena il caso di ricordare che la Puglia è governata da Michele Emiliano con una maggioranza che vede il partito democratico e il movimento cinque stelle alleati in coalizione. Al momento, gli unici “mandanti”dell’operazione tesa a verificare – attraverso uno studio: la fattibilità del trasferimento di acqua dall’Abruzzo alla Puglia, sono loro. Per quanto ci riguarda, ribadiamo che non abbiamo nemmeno intenzione di discuterne».

