Case a via Lago Isoletta, riparte la protesta

28 Giugno 2017

Il Comune impugna la sentenza che aveva bocciato il progetto, i residenti pronti a un’altra battaglia

PESCARA. Si riapre lo scontro tra Comune e abitanti sul progetto che prevede la costruzione di 40 alloggi in via Lago Isoletta da destinare alle famiglie del ceto medio. Ieri, i residenti sono venuti a sapere della decisione dell’ente di presentare ricorso al Consiglio di Stato per far annullare gli effetti della sentenza del Tar, dell’ottobre scorso, e hanno espresso dure critiche nei confronti di questa scelta dell’amministrazione. Sentenza che, di fatto, aveva bocciato il progetto di «social housing» dell’ente, danno così ragione a 55 famiglie contrarie a quell’intervento edilizio programmato dall’amministrazione comunale. I giudici del tribunale amministrativo, in pratica avevano ritenuto inidonea la zona. Ecco un passaggio della sentenza: «L’insediamento in una medesima zona, che prima si riteneva idonea ad accogliere solo 9 appartamenti e un asilo nido per consentire un’adeguata e dignitosa qualità della vita a famiglie meno abbienti, di ben 40 alloggi (oltre il quadruplo), avrebbe quantomeno richiesto una più compiuta motivazione in ordine al mantenimento di tali caratteristiche di socialità e promozione della qualità della vita e non di degrado e ingolfamento abitativo dell’intervento».
Ma ora la questione si riapre con il ricorso dell’ente al Consiglio di Stato. «A quanto pare», dice un residente che vuole rimanere anonimo, «ora il Comune intende riprovarci, come se quella di Colle Pineta fosse l’unica zona possibile».
«Come cittadino sono sconcertato e insospettito da tanto accanimento», afferma, «la costruzione di 40 alloggi, di qualunque natura essi siano, è semplicemente improponibile in quella zona. Questo emerge con chiarezza dalla sentenza del Tar ed emerge con altrettanta limpidezza facendo una passeggiata nelle zona Colle Pineta». «Via Lago Isoletta», spiega il residente, «è infatti ingolfatissima. Ci sono palazzi ovunque e la larghezza della sede stradale è insufficiente già allo stato attuale delle cose. Il doppio senso di marcia regge a fatica il traffico e quando passano l’autobus o il camion della nettezza urbana, la strada si blocca. I marciapiedi praticamente non esistono. Sul lato di sinistra, salendo lungo la strada, è mancante, mentre sulla destra è fatto a gradini e le mamme sono costrette a spingere le carrozzine in mezzo alla strada». Segue un elenco di problemi: «I servizi sono carenti, il primo negozio di alimentari è in viale D’Annunzio, di bar nemmeno a parlarne; la raccolta differenziata è ancora un sogno; di parcheggi nemmeno l’ombra; la segnaletica è inesistente; le fogne sono sottodimensionate, quando piove sembra di stare in un fiume; mancano spazi di ritrovo per bambini, famiglie e anziani. Temiamo inoltre per la stabilità della collina». «A quanto pare», conclude il residente, «al Comune non importano il parere di 55 famiglie e la sentenza del Tar. Nemmeno importano i costi che si dovranno sostenere da ambo le parti per il secondo grado di giudizio». (a.ben.)
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