Case abusive, eseguite solo 259 demolizioni

23 Settembre 2018

Il dossier di Legambiente dal 2004 a oggi. Nella nostra regione le ordinanze emesse sono state 983

PESCARA . Sono 259 le ordinanze di abbattimento di edifici abusivi eseguite in Abruzzo, a fronte delle 983 emesse. Lo rivela il dossier di Legambiente “Abbatti l’abuso”, presentato ieri a Palermo, che prende come punto di riferimento un arco temporale che si snoda dal 2004 a oggi, anno successivo all’ultimo condono edilizio. Un dossier che fotografa un contesto di illegalità diffusa e tangibile sull’intero territorio nazionale, dove addirittura l’80% degli immobili abusivi destinatari da ordinanze di demolizione non solo resta in piedi, ma addirittura non viene neanche acquisito al patrimonio degli enti pubblici, come vorrebbero le norme. «Rispetto al boom degli ultimi decenni del secolo scorso, l’abusivismo non è scomparso, ha sostanzialmente scelto di non dare troppo nell’occhio. In Abruzzo sono state eseguite solo 259 ordinanze su 983 emesse, ovvero 1 su 4», ha detto Giuseppe Di Marco, presidente regionale di Legambiente. «Tenere alta la vigilanza su questo tema è di fondamentale importanza. L’unica risposta degna da parte delle istituzioni deve essere nel solco della legalità, assicurando non la disponibilità di una casa abusiva, ma un alloggio regolare, di edilizia pubblica e realizzato seguendo le più elementari regole costruttive che ne assicurino stabilità e sicurezza. Perché anche quello della sicurezza antisismica degli edifici è un aspetto centrale soprattutto nella nostra regione». Legambiente chiede al Parlamento di intervenire con una proposta legislativa che renda più rapido ed efficace l’istituto delle demolizioni degli immobili abusivi, avocando innanzitutto la responsabilità delle procedure di demolizione agli organi dello Stato, nella figura dei prefetti, esonerando da tale onere i responsabili degli uffici tecnici comunali e i sindaci. Infine Legambiente propone di istituire un fondo di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025 per chiudere la stagione dei condoni edilizi e completare finalmente l’esame di milioni di pratiche ancora inevase e sepolte negli uffici comunali (secondo uno studio di Sogeea nel 2016 risultano ancora inevase 5.392.716 pratiche di condono edilizio, alcune addirittura risalenti al primo, quello del 1985). Procedendo, infine, all’emersione degli immobili non accatastati, le cosiddette “case fantasma”.