Case Ater, cade intonaco dai balconi

Paura al civico 17 di via Lago di Capestrano. Transennati i marciapiedi
PESCARA. Prima i contatori andati in fumo. Ora un pezzo di balcone precipitato a terra. Le case popolari di via Lago di Capestrano cominciano a risentire del tempo che passa. I segnali ci sono tutti, dopo oltre quarant’anni dalla costruzione di questi palazzoni, visto che ieri mattina è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, con la polizia municipale e il personale dell’Ater, per il distacco della parte frontale di un balcone del terzo piano del civico 17. Nessun ferito, per fortuna, ma l’episodio riaccende la preoccupazione degli inquilini di questo ed altri edifici, visto che nel giro di pochi giorni si sono susseguiti due episodi negativi, in due stabili diversi. Al civico 23 sabato mattina si è sviluppata, nel locale dei contatori, una fitta coltre di fumo nero che ha invaso la rampa delle scale. Nel giro di poco il fumo si sarebbe infilato anche negli appartamenti, se qualcuno non avesse lanciato l’allarme facendo intervenire la polizia e i vigili del fuoco.
L’incidente di ieri non è il primo, al numero 17. Nello stesso palazzo si è verificato un incendio di motorini alla fine di novembre del 2015 e i segni di quel rogo sono ancora tutti lì, come se fosse successo ieri. È chiaro, quindi, che i tempi sono lunghissimi prima che succeda qualcosa di risolutivo. Per il crollo di ieri si è provveduto subito alla messa in sicurezza, con il distacco delle parti pericolabti, e le aree a rischio sotto ai balconi sono state transennate. Poi, nei prossimi giorni «sarà ricostruito il frontalino», fa sapere dall’Ater Carmine Morelli, dirigente dell’area tecnica. Sempre lui spiega che «la situazione del patrimonio Ater è monitorata, grazie al fascicolo del fabbricato» e per ogni stabile l’azienda dispone di informazioni accurate. «Abbiamo delle foto scattate ad agosto 2016 che testimoniano come la situazione fosse sotto controllo, per i balconi, e da allora non abbiamo ricevuto segnalazioni, altrimenti anche questo dato risulterebbe dal fascicolo. Si tratta di un fatto episodico, anche perché laddove ci sono dei problemi evidenti si interviene subito. Per l’allarme di sabato scorso al civico 23, invece, stiamo accertando le cause, aspettiamo una relazione dei vigili del fuoco, ma la corrente è stata riattivata sabato stesso». Tra le ipotesi prese in considerazione c’è anche quella delle «infiltrazioni d’acqua, che ci erano state segnalate», fa notare dall’Ater l’amministratore unico Virgilio Basile. E questa ipotesi viene sostenuta anche da alcuni condomini che parlano di un «muro bagnato» alla base del corto circuito. «In queste case sarebbero necessari più controlli» dice Chantal Bitto, una giovane donna incinta che vive al civico 23 e l’altro giorno è finita in ospedale, dopo aver inalato il fumo, e con lei anche il suo bambino «che ora ha paura a tornare a dormire qui». «Noi paghiamo tutto», conclude, «per cui dovrebbero prestare più attenzione a queste case. Se avessimo più soldi non vivremmo negli alloggi Ater ma abbiamo il diritto di stare tranquilli» e, nella speranza di una maggiore attenzione, Bitto si è «rivolta al consigliere comunale Massimiliano Pignoli». (f.bu.)
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