Case di riposo e Rsa rischio microfocolai: stretta sugli ingressi

28 Marzo 2020

La Regione interviene dopo le morti in altre zone d’Italia Visite autorizzate solo in casi eccezionali come il fine vita 

PESCARA. Uno dei timori più grandi del contagio da Covid-19 si sta concretizzando: la diffusione tra i pazienti delle case di riposo. A Lambrate 23 anziani morti, 38 nella casa di riposo di Lodi, altri 52 deceduti a Mediglia, in provincia di Milano, 15 nel Veronese, 6 a Cingoli nelle Marche. Una strage. Ed è di ieri la notizia che a Loreto Aprutino è stata sgomberata del tutto la casa di riposo “Acerbo De Pasquale”. Sono stati trasferiti diciotto ospiti: nove negli ospedali di Pescara, L’Aquila e Atri, perché positivi o perché in condizioni di salute gravi; gli altri in case di riposo, dove rimarranno in isolamento.
Case di riposo e strutture socio-sanitarie in genere, come altre comunità semichiuse, sono considerate a maggior rischio di microfocolai epidemici. Motivo per cui il Dipartimento sanità della Regione Abruzzo ha firmato l’ultima ordinanza per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica, in considerazione del fatto che «sia gli anziani che le persone affette da gravi patologie neurologiche, croniche e da disabilità sono popolazioni fragili e a maggior rischio di evoluzione grave se colpite da Covid-19».
È dunque vietato l’accesso alla struttura ai familiari e conoscenti, come già indicato nel Dpcm del 9 marzo 2020. La visita potrà essere autorizzata in casi eccezionali (ad esempio situazioni di fine vita) soltanto dalla direzione della struttura, previa appropriata valutazione dei rischi-benefici. Le persone autorizzate dovranno comunque essere in numero limitato e osservare tutte le precauzioni. Sarà assolutamente necessario impedire l’accesso a persone che presentino sintomi di infezione respiratoria acuta, anche di lieve entità, o che abbiano avuto un contatto stretto con casi di Covid-19 sospetti o confermati negli ultimi 14 giorni. La direzione deve mettere in atto un sistema per effettuare lo screening di chiunque entri nella struttura in modo tale da consentire l’identificazione immediata di persone che presentino sintomi simil-influenzali o febbre; dia disposizioni agli operatori affinché prestino attenzione al proprio stato di salute relativamente all’insorgenza di febbre o sintomi simil-influenzali e, nel caso di insorgenza di quadri clinici compatibili, evitino di recarsi al lavoro; valuti la presenza di febbre e segni e sintomi di infezione respiratoria acuta o di insufficienza respiratoria e altri fattori di rischio nei nuovi residenti ammessi o ri-ammessi nella struttura. (r.rs.)
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