Case di terra, sette giorni di festa per sfidare il Covid

In vetrina Casalincontrada, Bucchianico, Fara, Manoppello, Serra e Turrivalignani Architetti, foto affascinanti e dimostrazioni pratiche per salvare antiche dimore
Entrare in una casa di terra è come tornare nel grembo materno. Impastata di argilla e paglia, accogliente e primitiva, come madre natura.
In Abruzzo ne sono state censite 800 nel 1999, disseminate in 40 comuni, con una particolare concentrazione a Casalincontrada che, da sola, ne conta 120. Una tradizione che il Centro di documentazione permanente sulle case di terra cruda Cer-Ter tenta di mantenere in vita, grazie anche alla Festa della terra, in programma dal domani al 20 settembre. Un appuntamento che il Covid non ha spazzato via, con un programma ricco di incontri sul costruire e l'abitare. Perché una casa è guscio e intimità.
La manifestazione, giunta alla XXIV esima edizione, si intreccia con l'impresa di tre storici tedeschi, Herbert Grabe, Rupert Gruber e Ulrich Lenzi, che da vent'anni percorrono l'Abruzzo «uno dei paesaggi più affascinanti d'Europa».
CASE DI TERRA. Ed eccolo qui il "massone": un ammasso di terra, paglia e acqua abilmente impastato fino ad ottenere un pane di terra messo in opera a fresco, senza essere essiccato. Nascono così le case di terra, un patrimonio edilizio, naturalistico e artistico che fa parte dell'identità dell'Abruzzo. «Tentiamo di mantenere viva una tecnica costruttiva», spiega Gianfranco Conti, coordinatore del Centro di documentazione permanente sulle case di terra cruda,«"che è anche tradizione, riconosciuta dalla legge regionale 17 del 1997, che considera le case di terra, insieme ai "tholos", patrimonio culturale della regione Abruzzo». Costruzioni facilmente riconoscibili nel territorio collinare e montano, in particolare nella zona della Maiella. «La nostra è una lotta contro il tempo», dice Conti, «poiché queste costruzioni torneranno, presto, ad essere terra se non verranno adeguatamente curate e conservate. Così, si perderà un pezzo importante della storia culturale abruzzese». Il 16 settembre è previsto un incontro in Regione in cui si parlerà della tutela e della valorizzazione delle costruzioni in terra cruda.
FESTA DELLA TERRA. Il sipario sulla "Festa della terra", si alzerà domani, a Villa De Lollis, a Casalincontrada, con un workshop sulla tecnica del massone in terra cruda, in collaborazione con il Laboratorio di tesi “Self Made Architecture 05” della facoltà di architettura del Politecnico di Bari.
Il 16 settembre, dalle 17 alle 19,30, a Bucchianico, nella sala dei Banderesi, incontro e report finale di “Zu fuss durchs wilde herzitaliens", "A piedi nel cuore verde d'Italia, a cura di Herbert Grabe, nell’ambito del progetto Gal “Terra accogliente”, con l' allestimento temporaneo della mostra "Abruzzen: dal grand tour al turismo di oggi", di Antonio Bini e Angela Natale. Il 17 settembre, alle 18, a Casalincontrada, in piazza De Lollis, apertura della mostra fotografica “Scuole in terra”, con 13i progetti da mostrare, a cura di Sergio Sabbadini e Giulia Rosa. Si prosegue il 18 settembre, dalle 10 alle 12,30 con i Colloqui di terra: incontro dei partecipanti al laboratorio di tesi “Self Made Architecture 05” della facoltà di architettura del Politecnico di Bari. A seguire, dalle 15 alle 18,30, "I paesaggi del mutamento", con Ottavia Aristone, dell'Università di Chieti- Pescara.
TERRA ACCOGLIENTE. Alle 19, a Casalincontrada inaugurazione della mostra fotografica “Le case di terra. Paesaggio di architetture”. Presidente della giuria, Giovanni Tavano. Sabato 19, dalle 10 alle 12,30, all'auditorium di Fara Filiorum Petri è previsto l'incontro di “Paese in Paese” TerrAccogliente, con la partecipazione dei portatori d’interesse individuati nel progetto di comunità TerrAccogliente. Coordina Antonio Corrado.
Le città della Terra cruda e il progetto TerrAccogliente, con i comuni di Manoppello, Serramonacesca e Turrivalignani, partendo dagli elementi che connotano questi luoghi come le architetture in terra cruda, i calanchi, il paesaggio, l’agricoltura, promuoveranno un’idea di territorio «dove la fruizione attenta e dinamica alzi i parametri di qualità degli elementi stessi, alla ricerca di un equilibrio tra le loro potenzialità ancora inespresse e quelle legate alla loro storia». (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

