Case diroccate in centro Il Comune vuole demolirle

20 Agosto 2018

L’assessore Scotolati: «Subito l’ordinanza per avviare la bonifica in via Piave Poi il progetto per l’abbattimento e la costruzione di un fabbricato unico»

PESCARA. Subito l’emanazione di un’ordinanza sindacale «a tutela della pubblica e privata incolumità» che impone la «manutenzione, pulizia dalle erbe infestanti delle aree scoperte e derattizzazione» delle palazzine diroccate in via Piave. Poi, nelle prossime settimane, l’approvazione in giunta del piano di recupero del patrimonio edilizio, che prevede la demolizione degli immobili che cadono a pezzi in pieno centro e la costruzione di un fabbricato unico circondato da uno spazio pubblico esterno.
Una volta partita la procedura, i proprietari degli spazi abbandonati ormai da oltre trent’anni in via Piave avranno trenta giorni di tempo per mettersi d’accordo e aderire al progetto stilato dal Comune. In caso contrario, come ha spiegato il dirigente Gaetano Silverii, partiranno gli espropri d’ufficio e la vendita all’asta al miglior offerente. Dopo l’articolo pubblicato ieri dal Centro, con la denuncia dello stato fatiscente del complesso di proprietà privata che si trova di fronte all’entrata dell’ex galleria Ciampoli, all’altezza del civico 99, il Comune corre ai ripari e ammette «l’estrema gravità» della situazione. L’assessore all’Urbanistica e all’Edilizia privata, Loredana Scotolati, tira fuori dal cassetto il piano di recupero «la cui redazione è stata affidata all’architetto Coletti, che ha lavorato con la stretta collaborazione degli uffici comunali», spiega Scotolati, «il piano di recupero è stato già definito e consegnato agli uffici tecnici che stanno provvedendo all’espletamento delle procedure richieste dal codice dell’ambiente. Ultimata questa fase istruttoria, il piano sarà sottoposto alla giunta, che tempestivamente avvierà l’iter approvativo che prevede adozione, pubblicazione per eventuali osservazioni e approvazione».
In città sono numerosi gli edifici considerati obsoleti, sia per il degrado complessivo delle strutture, degli impianti e delle finiture, sia semplicemente per l’inadeguatezza strutturale rispetto alle nuove norme antisismiche. Le palazzine in via Piave, con le tegole che cadono dai tetti e i cornicioni che si sbriciolano, sono l’esempio più lampante. «Non vi è dubbio che la situazione evidenziata risulti di estrema gravità», aggiunge l’assessore Scotolati, «e tuttavia non è vero che “nessuno sta facendo niente” come lamentano gli intervistati. Proprio al fine di agevolare e incentivare il recupero o sostituzione di tali edifici, abbiamo recepito il cosiddetto decreto sviluppo, consentendo interessanti incentivi volumetrici per i privati e rivisitato la normativa tecnica di attuazione del prg. L’amministrazione ha posto in essere l’azione che prioritariamente le compete, trattandosi di fabbricati di proprietà privata, e cioè la promozione dell’iniziativa privata attraverso l’introduzione, nella disciplina urbanistica comunale, di norme incentivanti l’intervento di riqualificazione edilizia».
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