Case e conti sequestrati a un finto povero

25 Maggio 2021

L’inchiesta di Foggia approda in città, dove vive Giovanni Putignano, 43 anni: sigilli anche alla sua abitazione pescarese

PESCARA. Ha toccato anche Pescara l’operazione di ieri di Guardia di finanza e carabinieri per il sequestro anticipato di beni per un valore di 1.652.000 euro a carico di Giovanni Putignano, 43 anni di Torremaggiore (Foggia), già noto per reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, armi, stupefacenti, estorsione, autoriciclaggio e reati fiscali. L’uomo, che vive a Pescara, ieri si è visto sequestrare l’appartamento da parte degli uomini dell’Arma del Nucleo investigativo di Foggia, supportati dal personale del Norm locale. A Putignano, che a dicembre 2019 è stato arrestato nell'ambito dell'operazione “Hydra”, per aver fatto parte di un’associazione per delinquere dedita alle truffe ai danni dell’Inps, al riciclaggio, ai reati fiscali, ed è ritenuto vicino al clan foggiano Moretti, sono state sequestrati complessivamente due aziende con sede a Torremaggiore, 16 immobili tra San Paolo di Civitate, Rodi Garganico e Pescara, quattro auto, cinque conti correnti e due polizze assicurative. Tutti beni nella sua diretta disponibilità o dei suoi più stretti congiunti e prestanome. Tra queste, anche una società di smaltimento rifiuti colpita il 21 aprile da interdittiva antimafia del prefetto di Foggia.
Il sequestro è stato disposto, su richiesta della procura di Foggia, dal Tribunale di Bari (terza sezione penale - Misure di prevenzione) al termine delle indagini dei finanzieri e dei carabinieri sul tenore di vita e sulle disponibilità finanziarie dell'intera famiglia del 43enne di Torremaggiore. Ed è emersa, sostiene il Tribunale, «una macroscopica sproporzione esistente tra i redditi dichiarati dall'uomo e dai suoi congiunti e il valore del patrimonio (beni immobili, beni mobili registrati, partecipazioni sociali e relativi compendi aziendali) che questi soggetti hanno accumulato nel tempo». (f.bu.)
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