Case popolari, il Comune sfratta le famiglie che non pagano l’affitto

La giunta ha incaricato gli avvocati di avviare le pratiche di sgombero per quattro inquilini morosi Sono tutti residenti in via Caduti per servizio, ma quelli non in regola con i canoni sono oltre 300
PESCARA. Dopo aver dichiarato guerra alle occupazioni senza titolo delle case popolari, ora l’amministrazione comunale ha fissato nel mirino anche i morosi, ossia quegli inquilini che da anni non pagano gli affitti degli alloggi pur avendo le possibilità economiche. La battaglia è già partita. Nei giorni scorsi la giunta, con quattro delibere presentate dall’assessore con delega all’edilizia residenziale pubblica Isabella Del Trecco, ha dato mandato agli avvocati dell’ente di avviare le pratiche per sfrattare le prime quattro famiglie non in regola con i canoni di locazione.
Insomma, dopo anni di tolleranza, il Comune ha deciso di fare ordine negli affitti delle case popolari di sua proprietà. E, stando alle stime non recenti degli uffici, la percentuale di evasione parziale o totale dei canoni sarebbe piuttosto ampia. Si parla addirittura di un 40 per cento del totale degli inquilini. Tradotto in cifre, significa oltre 300 inquilini su un totale di 781 alloggi popolari, di cui 742 a canone sociale.
SI PARTE DA FONTANELLE. Le prime quattro famiglie che sperimenteranno la linea dura del Comune si trovano tutte nel quartiere periferico di Fontanelle. Più precisamente, nelle case popolari del Comune di via Caduti per servizio. Si tratta di inquilini che non hanno pagato per anni l’affitto e ora è arrivata la resa dei conti.
La prima famiglia, che abita nell’appartamento dell’ente dall’aprile del 2010, avrebbe maturato una morosità nei confronti del Comune pari a 1.767 euro fino al 18 aprile dell’anno scorso. Il secondo inquilino ha invece un contratto di affitto più recente stipulato nell’ottobre del 2017. Ma anche questo è riuscito a maturare, nel corso degli anni, un debito nei confronti del Comune di 1.231 euro. Anche la terza famiglia ha ottenuto la casa popolare di via Caduti per servizio nel giugno del 2017, ma la morosità è molto più alta rispetto agli altri due assegnatari, ossia 4.087 euro per canoni non pagati. Ma il record spetta alla quarta famiglia che vive in un appartamento dell’ente, sempre nel cuore di Fontanelle, dall’ottobre del 2009. Il suo debito nei confronti del Comune ha raggiunto i 5.052 euro.
COSA DICE LA LEGGE. Il Comune è obbligato per legge ad intervenire con lo sfratto quando si registra un caso di morosità prolungata. Un obbligo che, in passato, non è stato mai rispettato. L’amministrazione ricorda, in proposito, che all’interno dei contratti di locazione firmati dagli inquilini c’è un espresso riferimento alla legge regionale 96, del 1996, che stabilisce che «la morosità superiore a sei mesi nel pagamento del canone e/o degli oneri accessori sarà causa di risoluzione del contratto, con conseguente decadenza dell’assegnazione». «Potrà essere sanata», è scritto ancora nella legge, «solo qualora il pagamento stesso avvenga entro e non oltre il termine di 90 giorni dalla messa in mora». Ma questo termine, già scaduto da tempo, non è stato rispettato dai quattro inquilini. Nessuno di loro, infatti, si è messo in regola con i pagamenti arretrati dei canoni di locazione.
VIA AGLI SFRATTI. Da qui la decisione dell’amministrazione comunale di intervenire. «Le case popolari vengono concesse con condizioni favorevoli», ha commentato Del Trecco, «ma i doveri vanno rispettati. Abbiamo scritto più volte e inviato dei solleciti di pagamento a queste famiglie, ma non abbiamo ottenuto risposta. A questo punto, non sarebbe corretto non intervenire, anche nei confronti di chi paga sempre regolarmente. Vogliamo far rispettare le regole ed è un obbligo farlo in base alla legge, altrimenti si rischierebbe un danno erariale».
Per questo, nei giorni scorsi la giunta ha dato mandato all’Avvocatura di attivare la procedura di sfratto nei confronti dei quattro inquilini morosi e di avviare le azioni legali per ottenere gli affitti arretrati con gli interessi.
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