Case popolari, in arrivo 48 sfratti

6 Febbraio 2022

Foschi: «L’Ater ha avviato le procedure, ma le occupazioni abusive continuano»

PESCARA. Sono 48 le procedure di sfratto esecutivo da alloggi popolari di proprietà dell’Ater già avviate a Pescara: 21 a carico di abusivi che hanno sfondato gli appartamenti murati per entrare, 27 a carico di occupanti senza titolo, ovvero di cittadini titolari di assegnazioni provvisorie o coinquilini di legittimi assegnatari deceduti privi di voltura contrattuale.
«Parliamo di 48 pratiche», ha spiegato il presidente della commissione Sicurezza del territorio Armando Foschi al termine della seduta in cui era presente il direttore dell’Ater Gianni D’Addazio, «che potrebbero essere chiuse entro i prossimi sei mesi, considerando che oggi l’Ater riesce a eseguire circa 10 sfratti al mese, in modo da impedire il ripetersi di episodi come l’accoltellamento avvenuto in via Nora per un alloggio sub-affittato, riportando ordine e legalità in tutti i nostri quartieri».
«L’Ater», ha fatto presente Foschi, «ci ha aiutato a chiarire i contorni dell’episodio gravissimo verificatosi in via Nora, al civico 20, dove un inquilino legittimo assegnatario, ma con una pesante morosità sulle spalle, pari a 4mila euro, aveva sub-affittato il proprio alloggio a un cittadino senza titolo, procedura peraltro vietata per legge. E con l’Ater abbiamo scoperto che comunque a carico del legittimo assegnatario era già stata avviata una procedura di sfratto proprio per quella morosità, che ora si trasformerà anche in decadenza proprio per aver ceduto a terzi l’alloggio».
«La vicenda», ha aggiunto, «ci ha però dato l’occasione di fare un quadro della situazione di gestione delle case di proprietà dell’Ater di Pescara, che ha degli inevitabili riflessi sul profilo della sicurezza. Purtroppo si continua a registrare il fenomeno delle occupazioni abusive, che però nella stragrande maggioranza dei casi vengono bloccate sul nascere, come accaduto due giorni fa in via Osento».
Attualmente, l’Ater riesce a garantire circa 10 sfratti al mese. Oggi a complicare la situazione è stata la pandemia, perché sempre più spesso sfratti esecutivi vengono rinviati per la presentazione di certificati medici di avvenuto contagio, che giustificano la permanenza nell’appartamento sino ad avvenuta guarigione di tutti gli occupanti. È successo stamane per due alloggi del Ferro di cavallo, consentendo un unico sfratto sui tre programmati; è successo due giorni fa in via Caduti per servizio».