Case popolari, pronta la graduatoria finale Ammessi solo in 249

19 Maggio 2021

Presentate 445 domande: ma non ci sono alloggi pronti Il casellario giudiziale taglia fuori la metà degli esclusi

PESCARA. Arriva alle battute finali il bando per l’assegnazione delle case popolari di Comune e Ater. Essendo stata stilata la graduatoria definitiva, ora resta solo la pubblicazione sul Bura, e l’invio in Regione è stato predisposto proprio in questi giorni, dopodiché l’iter sarà completo, per giugno. A fare il punto sono l’assessore comunale Isabella Del Trecco e Maria Rita Carota, presidente della commissione comunale Politiche sociali che ha competenza anche sulle case popolari e che la scorsa settimana ha invitato Del Trecco per avere gli ultimi aggiornamenti sul bando, «promosso l’anno scorso e ora in via di completamento, in tempi brevi rispetto al passato», fa notare Carota. Delle 445 domande presentate, ne sono state ammesse 249 e il «50 per cento degli esclusi è costituito da persone che non hanno i requisiti per via del casellario giudiziale», dice sempre Carota. Le novità sono tutte racchiuse nel fatto che il «bando non andrà ripetuto ma ci sarà un aggiornamento ogni due anni per chi vorrà presentare domanda o per chi vorrà presentarla nuovamente se sono intervenute delle modifiche. Viene meno, poi, la graduatoria provvisoria, a cui accedevano spesso le stesse persone della graduatoria definitiva», spiegano Del Trecco e Carota al termine del lavoro della commissione Erp e alla luce del sorteggio elettronico tra i pari-merito che ha portato alla graduatoria definitiva per le future assegnazioni, nei prossimi mesi.
Non verrà meno la possibilità di ottenere un alloggio in via provvisoria, se dovessero esserci le condizioni, «ad esempio se la propria casa diventa non agibile o se si perde il posto di lavoro», per fare due esempi. L’assegnazione avverrà con provvedimento del sindaco o del dirigente ma c’è un limite numerico, ed è quello del «30% delle abitazioni disponibili, per un periodo di “un anno più uno”».
La procedura per tentare di vedersi assegnato un alloggio popolare «si annuncia più veloce e precisa», commenta Carota, «perché non si passerà più per l’assegnazione provvisoria, che magari era un escamotage per ottenere comunque un alloggio. Chi ha i requisiti potrà concorrere direttamente all’assegnazione definitiva» e nello stesso tempo saranno comunque «salvaguardate le posizioni di provvisorietà. Con questa procedura si dovrebbero limitare le situazioni irregolari o anomale», conclude Carota. Si va incontro, per Del Trecco, a «una minore burocrazia, a favore del cittadino, con una riduzione dei tempi». Certo, tutto è legato alla disponibilità degli alloggi: «Sono pochi, quelli disponibili, e quando ne abbiamo, li assegniamo subito», assicurano entrambe. «Per le case del Comune, si procede via via che si liberano», ma la penuria è cronica.
Per le case Ater, il presidente Mario Lattanzio, affiancato dal dirigente tecnico Gianni D’Addazio, spiegano che gli «alloggi liberi ma da ristrutturare (quindi murati) sono al momento 47, ma non ci sono fondi disponibili. Per la fine dell’anno, però, potrebbero essere assegnabili, i 50 nuovi alloggi in via Trigno e tra un paio di mesi ne avremo 30 nuovi per disabili in via Caduti per servizio. Sono in via di progettazione, poi, 56 alloggi in via Tavo, dove si dovrà ricostruire e collaudare entro gennaio 2024, e si punta a realizzare 15 alloggi in via Cetteo Ciglia (entro il 2023): per questo progetto però, abbiamo risposto a un bando regionale, per ottenere tre milioni, e attendiamo l’esito».