Case popolari, scattano gli sfratti Sgombero per spacciatori e ladri

19 Novembre 2023

Adottati i provvedimenti di decadenza a carico degli inquilini condannati per droga, furti e truffe Se gli alloggi non verranno liberati in due mesi, saranno le forze dell’ordine a mandare via gli abitanti

PESCARA. Fuori dalle case popolari i “signori” della droga. Condannati per spaccio di sostanze stupefacenti, adesso, gli inquilini delle case Ater di Rancitelli sono obbligati a lasciare gli appartamenti: scattano gli sfratti in via Tavo e via Lago di Borgiano. L’amministrazione Masci, con l’assessore alle Politiche della casa Isabella Del Trecco di Forza Italia, prosegue con la tolleranza zero e gli sgomberi per togliere gli alloggi agli inquilini che non ne hanno più diritto e riassegnarli ai cittadini in graduatoria: il dirigente comunale Marco Molisani ha firmato già i provvedimenti di decadenza e, da adesso, gli abitanti condannati e le loro famiglie hanno 60 giorni di tempo per liberare gli appartamenti. E se non lo faranno, entreranno in azione anche le forze dell’ordine: i documenti sono stati trasmessi già alla polizia locale e all’Ater.
CONTRATTI “STRAPPATI” I provvedimenti firmati da Molisani spiegano: «La decadenza dall’assegnazione comporta la risoluzione di diritto del contratto di locazione in essere». I condannati non hanno diritto alle case popolari. E ancora: «Il termine per il rilascio dell’alloggio è di 60 giorni dalla notifica del presente provvedimento». Gli sgomberi dovrebbero andare a segno dopo le feste di Natale. E la determina sottolinea: «Il presente provvedimento costituisce titolo esecutivo e non è soggetto a graduazioni o proroghe, con la conseguenza che alla scadenza del termine assegnato si provvederà immediatamente alla esecuzione d’ufficio senza bisogno di un ulteriore avviso». Un’ingiunzione di sfratto a tutti gli effetti: significa pugno duro per mandare via quegli inquilini che delinquono per vivere.
SENTENZE DEFINITIVE I provvedimenti del Comune si fondano sulle sentenze ormai passate in giudicato. E a dare «parere favorevole» alla decadenza è stata anche la commissione Erp (Edilizia residenziale pubblica) presieduta da Andrea Rosa e composta da Giuseppe Oleandro, Antonio Mazza, Alberto Corraro e Carlo Tereo de Landerset.
DROGA A RANCITELLI Per il caso di via Tavo, lo sfratto scatta per le condanne riportate dal figlio dell'assegnataria: il provvedimento parla di «presenza di precedenti penali ostativi, commessi nel decennio, a carico del figlio convivente anagraficamente, e appartenente al nucleo familiare dell’assegnataria, a seguito di sentenze definitive». Sono tre le sentenze per questo caso – una del tribunale di Pescara e le altre due della Corte d’appello dell’Aquila – e tutte riguardano lo spaccio di droga. Un altro provvedimento fotocopia è stato adottato anche per un appartamento in via Lago di Borgiano, abitato da marito e moglie entrambi con precedenti penali: «Sia l’assegnataria che il coniuge convivente», recita il parere della commissione Erp, «risultano entrambi gravati da precedenti penali ostativi, a seguito di sentenze definitive relative al decennio». I reati, secondo le sentenze dei tribunali di Pescara e di Chieti e della Corte d’appello di Perugia, riguardano spaccio di droga, truffa e insolvenza fraudolenta.
FURTO ED EVASIONE Un altro caso di sfratto imminente porta in via Rio Sparto: l’assegnatario ha riportato condanne per furto e possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli, secondo le sentenze del tribunale di Pescara e della Corte d’appello dell’Aquila. Ultimo caso, a causa di «sentenze di condanna per reati ostativi commessi dall’assegnatario» emesse dal tribunale di Pescara e dalla Corte d’appello dell’Aquila, riguarda una casa popolare di via Passo San Leonardo per i reati di droga ed evasione.
RICORSI ANTI SFRATTI Gli inquilini possono fare ricorso al Tar contro il provvedimento di decadenza del Comune «per incompetenza, eccesso di potere o violazione di legge», entro 60 giorni dalla data di notifica.