Case popolari, Testa difende la modifica alla legge targata Fdi

L’AQUILA. Giù le mani dalla legge sulle case popolari. E soprattutto guai a criticarne le modifiche. Guerino Testa capogruppo di Fratelli d’Italia, gioca d’anticipo sulle opposizioni e scende in...
L’AQUILA. Giù le mani dalla legge sulle case popolari. E soprattutto guai a criticarne le modifiche. Guerino Testa capogruppo di Fratelli d’Italia, gioca d’anticipo sulle opposizioni e scende in campo a pochi giorni dal consiglio regionale, fissato per martedì 18, dove la legge, riveduta e corretta, sarà rivotata per far decadere le censure che il Governo ha portato davanti alla Consulta. «Le modifiche che la maggioranza ha apportato si sono rese necessarie per recepire alcune osservazioni formulate dal Governo», ammette Testa. «Infatti», prosegue «è stato richiesto alla Regione un ulteriore sforzo normativo per rendere più coerente il sistema sotto il profilo della tecnica legislativa». Che in parole semplici si traduce sull’esclusione di una serie reati nell’elenco di quelli che precludono la possibilità di ottenere una casa popolari. Ma su tutto il resto, Fdi non cede di un millimetro. «Sugli aspetti innovativi come l’onere per gli stranieri di presentare la documentazione e l’inserimento del criterio della residenzialità quale punteggio aggiuntivo ai fini della formazione delle graduatorie, la Regione si difenderà convintamente dinanzi alla Corte costituzionale, poiché ritenuti pienamente legittimi e aderenti al dettato costituzionale». Ma sugli altri aspetti censurati dal Governo, il capogruppo Testa ribalta le cose e afferma: «Ciò che è stato messo in discussione dall’esecutivo sono stati i principi introdotti nel 2018 dal Consiglio regionale guidato dal centrosinistra. Nello specifico: da un lato, il combinato disposto delle norme che disciplinano l’esclusione dal diritto agli alloggi a seguito di condanne penali, e dall’altro, la previsione di una causa di decadenza dall’alloggio per chi ospita uno o più soggetti colti in flagranza di reato. Pertanto», conclude, «non c’è alcun passo indietro da parte della maggioranza. La Regione non si piega ma continua nella sua battaglia». (c.s.)

