Case senz’acqua da oltre un anno Si mobilitano i consigli comunali

Dopo Scafa, anche Pescara (domani) e Spoltore (il 3 novembre). E il Pd attacca: problema sottovalutato Brandelli ammette: «Sì, ma in passato: ci sono gli stessi livelli del 2007, quando venne il commissario»
PESCARA. Esplode l’emergenza acqua. Dopo oltre un anno di chiusure e riduzioni che tuttora continuano tra le proteste dei cittadini, si mobilitano sindaci e amministrazioni comunali.
E dopo Scafa, che due giorni fa, alla luce dei casi di dissenteria, ha tenuto un consiglio straordinario, domani tocca a Pescara, mentre a Spoltore il sindaco Di Lorito ha convocato per il 3 novembre una riunione con i rappresentanti dell'Azienda acquedottistica.
In città la seduta straordinaria è fissata alle 16 di domani per discutere delle cause e delle azioni da intraprendere per superare l’emergenza e soprattutto per analizzare le prospettive di intervento sulla rete idrica locale. A richiedere il consiglio, i gruppi di opposizione. «Siamo arrivati al punto», fa presente il capogruppo del Pd, Piero Giampietro, «che i cittadini si ritrovano i rubinetti a secco senza essere avvisati. In alcune zone, vedi il centro, si registra anche questo. La situazione ormai si sta trascinando da troppo tempo. Non è possibile che nel 2021, per avere l'acqua, si debba fare la danza della pioggia. Il sindaco non si può più limitare a fare qualche lettera di richiamo». Per i consiglieri comunali e regionali del Pd, ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti non dipende solo «dalla carenza d’acqua», ma da una «sottovalutazione del rischio, con ritardi e procedure sbagliate di Aca e Regione Abruzzo».
Proprio in vista della seduta straordinari di domani a Pescara, il consigliere regionale Antonio Blasioli, con i consiglieri comunali Marco Presutti, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli e Giampietro, carte alla mano, ha fatto un punto della situazione, spiegando che «la recente risposta all’interpellanza presentata in Consiglio regionale a luglio, ma discussa solo lo scorso 6 ottobre, ha permesso di portare in evidenza con quanta sottovalutazione della carenza idrica l’Aca si è approssimata al 2021, dopo il pessimo anno che si era registrato nel 2020, legato alla carenza di neve e piogge». E la sottovalutazione della carenza idrica nel Pescarese e nel Chietino «non si è fermata tuttavia solo alla previsione. Nell’interpellanza», ricorda Blasioli, «si rileva che nel 2021 l’Aca e la Regione hanno combinato un pasticcio anche rispetto alla richiesta della captazione straordinaria di 100 l/s.». E le conseguenze le hanno pagate i cittadini. Di qui la richiesta al Comune e al sindaco a stare dalla parte dei pescaresi. «Persegua il ristoro delle famiglie con un’azione legale contro il gestore».
Ma per la presidente dell’Aca, Giovanna Brandelli, «la sottovalutazione del problema c’è stata ma non adesso, bensì forse negli anni precedenti. La disponibilità idrica attuale ha valori di quelli del 2007, quando ci fu l’emergenza e venne il commissario delegato da Roma. I livelli di acqua sono gli stessi, solo che oggi ci ritroviamo con le reti che sono più vecchie e che stiamo cercando di ricostruire. È in corso tutta una progettazione per accedere ai bandi; stiamo facendo tantissime manutenzioni. Nel frattempo, c’è da tenere conto che siamo in concordato e che la pandemia c’è stata anche per noi. Sulla quantità delle risorse idriche abbiamo commissionato una ricerca anche all'Università di Roma. Il punto è sempre lo stesso, l’Aca c'è, ma l’acqua è poca. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini, stiamo per aprire uno sportello in piazza Duca».
E interviene il vicepresidente del Consiglio regionale, Domenico Pettinari: «Basta con i rimpalli di responsabilità anche da parte di qualche primo cittadino. Non ci sono più giustificazioni e tempi: bisogna agire subito per offrire l’accesso all’acqua potabile e tamponare le situazioni critiche. Nel mentre l’Aca deve risolvere i problemi legati all’erogazione del servizio. Ma serve che i sindaci vadano a sbattere i pugni sui tavoli: Ersi e Aca sono aziende pubbliche al 100%, e di quest’ultima proprio i sindaci sono i principali azionisti, nominano i Cda e approvano i bilanci».

