Case senz’acqua, protestano i cittadini

Pettinari denuncia: gli enti Ersi e Assi ignorano i disagi dei pescaresi. La presidente Aca: nel 2026 perdite ridotte del 30%
PESCARA. «Basta prendere l’Aca come scudo, perché le decisioni strategiche provengono da livelli più alti di gestione. Vi sono enti sovraordinati, come l’Ersi (Ente regionale servizio idrico). La legge prevede che vi siano dei tavoli istituzionali che però non vengono convocati, come quello dell’Assi (Assemblea dei sindaci). Perché si continua a parlare di costituzione di nuovi tavoli se c’è un tavolo previsto dalla norma, che non si riunisce? Ed è proprio l’Assi che dovrebbe dare l’indirizzo politico all’Ersi per esplicitare nel dettaglio cosa va fatto per risolvere il problema della carenza idrica». È quanto afferma il consigliere comunale Domenico Pettinari sull’emergenza acqua. Ieri, Pettinari ha radunato i cittadini senz’acqua davanti al Comune. Tra i presenti, i consiglieri comunali Caterina Artese e Massimiliano Di Pillo (Pettinari Sindaco) e diversi cittadini, scesi in strada per chiedere delucidazioni su «un’emergenza, che ormai non è più emergenza», dicono, «e che crea inevitabili disagi soprattutto alle persone anziane e ai fragili, con interruzioni che oltrepassano la durata indicata dall’Aca».
Dalle scorse settimane, ormai, ogni venerdì l’azienda consortile acquedottistica comunica ai Comuni e all’utenza le riduzioni notturne e la chiusura dei serbatoi a Pescara e nei paesi vicini. La presidente Giovanna Brandelli, anche lei intervenuta davanti al Comune, «da semplice tecnico, per cercare di evitare polemiche», precisa, ribadendo che le manovre di chiusura dei serbatoi sono necessarie per prevenire carenze più rilevanti nei periodi di extra consumo, visto che questa è un’estate veramente difficile dal punto di vista climatico, per via della mancanza di precipitazioni nevose nei precedenti mesi invernali. La presidente di Aca ammette, confrontandosi con Pettinari, che la convocazione dei tavoli Assi avviene solo di rado e sui fondi necessari per la riparazione di tutte le reti idriche ricorda i finanziamenti pari a 37 milioni derivanti dal Pnrr per la digitalizzazione. «Fondi conseguiti con la collaborazione di Ersi e Regione Abruzzo», sottolinea. «Risorse destinate alla digitalizzazione, all’inserimento degli smart meters, al rifacimento del 10% delle condotte». I risultati della digitalizzazione saranno però visibili nel lungo periodo. Nel 2026 ci sarà una riduzione delle perdite del 30%.
«Servono più fondi», incalza Pettinari, «al primo cittadino di Pescara vorrei chiedere perché non ha preteso, come ha fatto il sottoscritto con denunce pubbliche, lo stanziamento dei fondi nella programmazione 2021-2027 per il rifacimento delle reti idriche. Poco più di 65 milioni per l’intero Abruzzo che si riducono a qualcosa sopra i 13 milioni di per l’ambito pescarese, non sono sufficienti. Servirebbero circa 250-300 milioni». La priorità, per il gruppo consiliare Pettinari Sindaco, è appunto l’ammodernamento delle condotte, affinché si lavori seriamente sulla diminuzione delle perdite, che al momento toccano il 48%. «Si parla di autoclave, ma il problema va risolto alla base», aggiunge Tiziano Massimi, responsabile per i comuni delle aree interne del movimento politico Pettinari per l’Abruzzo.
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