«Case sulla riviera sud? Decida il consiglio»

28 Luglio 2016

La presidente degli architetti interviene sul cambio di destinazione d’uso chiesto da Pescaraporto

PESCARA. La trovata dell'amministrazione Pd di affidare la riqualificazione della porzione più bella della riviera di Porta Nuova a una ruota panoramica, peraltro ferma e senza permessi, proprio non riesce a buttarla giù. Laura Antosa, presidentessa dell'Ordine degli architetti, interviene all'indomani della querelle scoppiata all'interno della maggioranza sul cambio di destinazione d'uso da direzionale a residenziale richiesto dalla società Pescaraporto dei figli dell'avvocato Giuliano Milia e della famiglia di costruttori Mammarella. La porzione, compresa nel piano particolareggiato 2 (pp2), interessa le tre torri in costruzione sull'area confinante con l'ex Cofa, sul lungomare sud, nella cosiddetta area ex Edison.

«Il punto non è tanto decidere tra gli uffici e gli appartamenti», si lascia andare Antosa, «quanto piuttosto ripensare all'intera idea progettuale. Quella zona doveva essere la porta non di Pescara, ma dell'intera regione sull'Adriatico, invece oggi appare ancora come un grande vuoto urbano da colmare. Il destino dell'ex Cofa, in particolare, non può essere delegato a un'attrazione come la ruota panoramica».

L'Ordine degli architetti in che modo è stato coinvolto nella riqualificazione della riviera sud?

«Sul pp2 non siamo stati coinvolti per niente. Siamo stati chiamati soltanto per la presentazione del bando delle periferie. Tra l'altro avevamo lanciato l'idea di un concorso di progettazione, offrendo all'amministrazione anche la nostra disponibilità a collaborare alla stesura del disciplinare e dei documenti preliminari. Avremmo voluto che si instaurasse un processo trasparente e partecipativo, ma non siamo stati contattati. Non c'è stata alcuna iniziativa da parte del Comune e oggi ci sentiamo un po' tagliati fuori».

Che pensa del cambio di destinazione d'uso da direzionale a residenziale chiesto dalla società Pescaraporto?

«Non ho avuto modo di vedere il progetto. Da un punto di vista procedurale è assolutamente legittimo chiedere il passaggio della delibera in consiglio comunale, così come voluto da Marcello Antonelli di Forza Italia e da Ivano Martelli di Sel. Richieste di questo tipo non possono non ricevere l'approvazione dell'assise civica perché in gioco c'è un interesse pubblico fortissimo affinché quell'area strategica venga restituita alla cittadinanza con dignità».

Condivide l'ipotesi di costruire appartamenti al posto degli uffici?

«Il punto non è tanto decidere tra gli uffici e gli appartamenti nella porzione appartenente alla società Pescaraporto, quanto piuttosto ripensare al grande vuoto urbano costituito da una zona più ampia che vede al centro l'ex Cofa. Oggi continuiamo a pagare lo scotto della mancata iniziativa progettuale per un'area che, una volta bonificata, doveva essere la porta non solo di Pescara, ma dell'intera regione sull'Adriatico. Invece, registriamo che manca una visione complessa. Siamo terribilmente indietro. Adesso abbiamo messo la ruota panoramica fino a gennaio, che tra l'altro è ferma perché sembrerebbe che non ci siano i permessi».

Ma la ruota panoramica le piace?

«No, francamente mi sembra che stiamo perdendo tempo. La ruota panoramica è un'attrazione, è un gioco. Non è niente più di un palliativo. Dico che quell'area merita sicuramente di più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA