Casellati al centro vaccini: «Un modello da imitare»

La presidente del Senato ha incontrato medici e volontari da mesi in prima linea E ai giovani dice: «Prudenza, il virus è il nemico da combattere con tutti i sieri»
PESCARA. «Un modello a cui guardare e da imitare» nel resto d'Italia, il polo vaccinale pescarese. «Mi era stato detto che si trattava di un centro di eccellenza, ma la realtà ha superato le aspettative» ha letto nella cartellina blu col discorso già pronto. Oltre 2.500 vaccini al giorno: «Sono i numeri vincenti di una preziosa partnership tra pubblico e privato rivolta al bene comune: la nostra salute». Il Covid, con il rialzo dei contagi nelle ultime settimane «è un nemico dalle mille risorse, un pericolo per tutti: per i più anziani, ma anche per i giovani, più a rischio: attenti, prudenza».
Così la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, al termine della visita, ieri mattina, in un blindatissimo Palafiere tra security senatoriale e uno stuolo di poliziotti municipali al comando di Danilo Palestini, di volontari di sei associazioni della protezione civile (Modavi Pescara, Modavi Infinity, Aefi finanzieri, carabinieri in pensione, Val Pescara e Volontari senza frontiere) e della Croce Rossa. Attese per le 12, le auto blu della seconda carica dello Stato si sono materializzate 33 minuti dopo, provenienti dal convegno all'Aurum su "Quale città" a cui il presidente del Senato ha presenziato.
Pantaloni marroni, giacca con motivi floreali, scarpe cipria, Casellati, inavvicinabile dai giornalisti, è stata ricevuta dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, dal sindaco Carlo Masci, fasciato di tricolore, con l'assessore alla Protezione civile Eugenio Seccia, dal presidente della Regione Marco Marsilio con l'assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, dal manager Asl Vincenzo Ciamponi con il coordinatore vaccinale territoriale, Rossano Di Luzio, amministratori comunali e consiglieri regionali che le si sono stretti intorno. Un tour di un'ora, nel dedalo di transenne all'interno della struttura, col codazzo di amministratori al seguito: la sosta davanti al tabellone che indicava sul display le 180mila somministrazioni solo del Palafiere, il saluto ai cittadini in attesa di essere vaccinati, la visita alle farmacie dove le dosi vengono confezionate. Un lavoro certosino illustrato nei dettagli dal direttore Alberto Costantini (che dopo il colloquio dirà: «Ci ha ringraziato del lavoro svolto e ha apprezzato la preparazione centralizzata dei vaccini da parte della farmacia Asl») e da Graziella Soldato, dirigente medico dell'Unità operativa complessa Igiene e Epidemiologia. «In questo momento la vera difesa per sconfiggere e contenere il virus sono i vaccini, tutti i vaccini», ha rimarcato Casellati che ha espresso parole di «gratitudine» nei confronti di medici e i volontari «per il loro instancabile impegno». Applausi a ripetizione nella conferenze affollata di autorità, poco prima di ripartire alle 13,35. Il sindaco Masci ha preso la parola per dire di essere «onorato» della visita «fortemente voluta» dalla Casellati «in questa struttura che somministra oltre 2.500 vaccini al giorno e 160 persone» tra medici della Asl e di famiglia, infermieri, farmacisti, volontari, che si occupano dell’organizzazione del servizio «con grandi sacrifici personali e familiari». E, rivolto ai vertici regionali e dello Stato, ha colto l'occasione per chiedere il potenziamento di risorse, uomini e mezzi per la della protezione civile. Affinché mai più si debba essere «costretti a distrarre da altri compiti il personale della municipale».
Parole che incrociano il pensiero di Marsilio, il quale a margine della visita istituzionale, ha rivelato che «l’Abruzzo è la quinta regione per numero di somministrazione di vaccini rispetto a quelli assegnati». «Ringrazio il Presidente Casellati di essere venuta a visitare il Centro vaccinale di Pescara e la ringrazio per le parole spese a sostegno del nostro lavoro», ha sottolineato, «noi siamo molto orgogliosi del lavoro che stiamo facendo. Il modello di Pescara è presente nei tanti centri ben organizzati che sono attivi nella nostra regione». E quindi, riferendosi agli ultimi provvedimenti assunti dal Governo, Marsilio ha detto la sua sul Green pass: «Dubito che in ristoranti, palestre e piscine i gestori siano attrezzati per distinguere da uno schermo con un "qr-code" autentico ad un altro. Diventano degli oneri organizzativi, gestionali e di responsabilità, anche nella sanzione: chi è che si mette a sanzionare? Le Regioni hanno provato a spiegarlo al Governo, ma si è scelta una strada diversa».

