Casellati e la rivoluzione del buon senso

25 Marzo 2018

L’elezione di Maria Elisabetta Alberti Casellati alla presidenza del Senato è un buon esempio di quella “rivoluzione del buonsenso” di cui la Lega ha fatto la propria bandiera. Manifestando fedeltà...

L’elezione di Maria Elisabetta Alberti Casellati alla presidenza del Senato è un buon esempio di quella “rivoluzione del buonsenso” di cui la Lega ha fatto la propria bandiera. Manifestando fedeltà alla coalizione di centro destra, e non impuntandosi nel pretendere posizioni di vertice (cui il successo elettorale poteva legittimamente farla aspirare), la Lega ha dato un segnale importante: il primo valore da tutelare è la governabilità del paese, e la saldezza della coalizione è un elemento cruciale a questo scopo. Il prossimo snodo tecnico, ai sensi del Regolamento, è la nomina dei vicepresidenti, dei segretari e dei questori, prevista per la seduta di mercoledì. Un banco di prova importante per vedere se il pragmatismo dimostrato dalla Lega sarà condiviso dalle altre forze politiche, favorendo una composizione equilibrata degli uffici di presidenza e dando un importante segnale politico per il passo successivo: le consultazioni per la formazione del nuovo governo.
Nel suo discorso di insediamento la senatrice Alberti Casellati ha evidenziato due discontinuità: per la prima volta assurge alla seconda carica dello Stato una donna (un dato coerente con il record di presenze femminili, che aumentano dal 28% al 35%), e il tasso di ricambio parlamentare, ovvero la percentuale di neo eletti privi di seggio nella legislatura precedente, aumenta fino a superare il 64%. Colpisce anche il record di astensioni, che alle ultime elezioni ha superato il 27%, un dato che può essere spiegato da un altro elemento sottolineato dalla senatrice Alberti Casellati: lo snaturamento dell’Unione Europea, che negli ultimi anni ha prestato attenzione più ai mercati che alle persone, dimostrandosi poco efficace nel gestire non solo la crisi economica, ma anche emergenze come quella migratoria. Questi insuccessi hanno scoraggiato i cittadini: sta ora ai neo eletti restituire interesse e significato alla partecipazione politica. A questo scopo, la Lega ritiene essenziale ripensare radicalmente il rapporto del Paese con le istituzioni europee, dimostrando che la politica è in grado di difendere valori costituzionalmente garantiti come la tutela del risparmio o quella della salute dalle regole che si rivelino inadeguate per i nostri territori. La nostra regione, con le tante criticità ereditate dai governi precedenti, sarà un banco di prova essenziale per questo cambiamento di prospettiva.
* Senatore Lega eletto in Abruzzo.