Caso Bussi, nell’elenco delle aree contaminate c’è anche Piano d’Orta

8 Febbraio 2015

La novità arriva dalla riunione in Ministero a Roma Il sindaco Lagatta: «Adesso i progetti di bonifica di Goio»

BUSSI SUL TIRINO. Anche Piano d’Orta entra nei piani di caratterizzazione delle aree ritenute contaminate. È la novità emersa dalla conferenza dei servizi che si è svolta due giorni fa al ministero dello Sviluppo economico, a Roma, convocata dal direttore del dicastero Maurizio Pernice, sul caso Bussi. Una data storica, dunque, per la cronologia dell’attività industriale chimica in Val Pescara. Per la prima volta, infatti, c’è stata la presa d’atto sui Piani di caratterizzazione delle aree ritenute contaminate non solo nei siti di Bussi - quelli pubblici, di interesse nazionale e non - ma anche di quello di Piano d’Orta di Bolognano appartenuto fino all’ultimo alla Montecatini.

Il primo Piano di caratterizzaione (Pdc) fu redatto 13 anni fa dalla Montedison, poi riproposto nel 2004 dalla Solvay anche con le successive integrazioni, ma il documento non era mai stato validato dagli organi superiori preposti.

Il Pdc è uno studio che restituisce la fotografia del sito, indagato in relazione alla qualità e quantità di sostanze contaminanti contenute nel sito, un documento propedeutico, indispensabile per procedere alla progettazione degli interventi di bonifica. I documenti passati sotto la lente di ingrandimento e di cui si è preso ufficialmente atto sono complessivamente tre: quello relativo alle aree pubbliche esterne al sito industriale (come i siti della stazione ferroviaria, della ex Medavox ed altri) realizzato dall’Arta; quello delle aree del sito di interesse nazionale interne ed esterne, messo a punto dalla Solvay e quello attinente al sito di Piano D’Orta. Una validazione che costituisce la pietra miliare sulla quale impostare i programmi futuri.

«Avremo potuto già iniziare a costruire qualcosa intorno a questa prima pietra», afferma il sindaco di Bussi sul Tirino Salvatore Lagatta, «se fossero stati completati e presentati i progetti di bonifica da parte del commissario governativo Adriano Goio».

I progetti sono due: quello per le aree esterne 2A e 2B per i quali sono state richieste integrazioni sulla specificazione dei siti dove potrebbero essere trasferiti i materiali contaminati che saranno rimossi da queste aree, e la revisione delle somme da investire (circa 40 milioni di euro) e quello relativo all’area industriale Solvay. «Per non rischiare di allungare ancora i tempi», incalza Lagatta, «abbiamo chiesto che venga riconvocato il meeting per la presentazione dei progetti da parte di Goio. Proposta appoggiata da tutti i presenti».

Ad approvazione avvenuta, si dovrà sottoscrivere l’accordo di programma sulla bonifica che comporterà il passaggio di proprietà delle aree al comune, l’acquisizione dei diritti e la verifica delle garanzie da parte del nuovo investitore.

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