Caso Febbo, Lega verso la ritirata

18 Ottobre 2020

I salviniani non ottengono l’appoggio di Fratelli d’Italia per cacciare l’assessore

PESCARA. Tanto tuonò che alla fine non piovve. La partita a tre giocata nel centrodestra per cacciare dalla giunta l'assessore Mauro Febbo fa segnare un altro punto a favore di quest’ultimo.
Il diktat della Lega è arrivato venerdì sul tavolo dell'esecutivo regionale di Fratelli d'Italia al quale oltre al segretario Etel Sigismondi hanno partecipato i massimi esponenti del partito, compreso il governatore Marsilio. Ma alla fine la Lega, che si aspettava una sponda da parte di Fdi, non ha ottenuto ciò che chiedeva. La linea di Marsilio e dei suoi è quella di normalizzare la situazione ricucendo gli strappi nel centrodestra dopo le sconfitta leghiste a Chieti e Avezzano attribuite a Febbo e Forza Italia. Che cosa accadrà? L'ipotesi più probabile è quella che Luigi D'Eramo, commissario abruzzese della Lega, studi con i suoi la strategia da adottare martedì 20 quando all'Aquila si riunirà per la seconda volta il consiglio regionale rinviato martedì scorso. Ma è difficile pnsare che i leghisti facciano saltare il banco: il “tutti a casa” non conviene soprattutto a loro. Quindi la Lega batterà in ritirata ma non a mani vuote. Può accadere che la testa di Febbo valga due posti in più di sottogoverno. Nella stessa Lega ci sono in questo momento due anime: falchi e colombe. E queste ultime hanno maggior peso politico interno.