Caso Rancitelli, chiesta la polizia «Presidiate le case dei contagiati»

18 Maggio 2020

Il presidente del consiglio regionale, Sospiri, sollecita provvedimenti per chi viola la quarantena alla vigilia del comitato Sicurezza in prefettura e dopo la lettera denuncia del comitato di quartiere 

PESCARA. «Sulla vicenda di Rancitelli e dei rom residenti che avrebbero partecipato al funerale in Molise, esponendosi al rischio Covid-19, mi attendo che Prefettura e Questura competenti identifichino e denuncino quei cittadini che a Pescara, così come a Vasto, hanno messo a rischio la salute di tutti con un comportamento illegale e irresponsabile». Così, il giorno dopo la lettera denuncia del comitato di quartiere “Per una nuova Rancitelli”, interviene il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri alla vigilia, domani, del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura.
«Nessuno pensi di poter far finta che non sia accaduto nulla», incalza Sospiri, «controlleremo che tutte le procedure siano avviate in modo rigoroso, e che quei soggetti irresponsabili siano posti in quarantena, isolati, e controllati ventiquattro ore su ventiquattro, fatta salva la possibilità, altrimenti, di ricorrere a provvedimenti più restrittivi a tutela di tutti i residenti del quartiere e della città».
«Sul caso di Rancitelli», va avanti il presidente del consiglio regionale, «mi aspetto che Questura e Prefettura competenti procedano con l’identificazione puntuale e tempestiva e la denuncia di tutti i rom che a Pescara, così com’è accaduto per Vasto, e altrove, con il proprio comportamento illegale e irresponsabile, violando decreti e ordinanze, hanno messo a rischio la salute di tutti, partecipando a un funerale in Molise, in quello che si è rivelato un focolaio Covid-19, per poi tornare tranquillamente a casa e continuare con feste e fiere esponendo tutti al rischio di contagio».
E in attesa di conoscere quali saranno le risultanze del vertice in prefettura di domani, così come ha auspicato lo stesso sindaco Masci ieri («alla riunione del Comitato chiedo di determinare linee, tempi e modalità di intervento sia per l’ordine pubblico sia per provvedimenti sanitari immediati verso chi ha eventualmente partecipato alle esequie di Campobasso e di tutti coloro entrati in contatto con essi, predisponendo misure di isolamento in caso di positività»), anche Sospiri incalza: «Di nuovo accendiamo i riflettori su Villa del Fuoco, vogliamo l’avvio dei protocolli sanitari da un lato, e di monitoraggio dall’altro, chiediamo l’isolamento dei soggetti che hanno partecipato al funerale in Molise e dei loro familiari conviventi e non, che comunque sono stati in contatto; chiediamo che sia attivata la quarantena con un presidio fisso delle forze dell’ordine a monitorare che quei soggetti non lascino i propri domicili rischiando di far esplodere un nuovo focolaio a Pescara con conseguenze inimmaginabili. E se dovessimo riscontrare ulteriori violazioni di tali dispositivi, chiedo alle forze dell’ordine di valutare l’applicazione giustificata di provvedimenti ancora più restrittivi, considerando che tali soggetti hanno esposto tutta la città a un pericoloso rischio di contagio. Infine», conclude Sospiri, «abbiamo letto con grande attenzione le parole accorate e preoccupate di Don Max e dell’avvocato Di Credico (del comitato di quartiere), ai quali vanno le rassicurazioni della Regione Abruzzo: non abbiamo perso un solo giorno nelle procedure inerenti la riqualificazione di Rancitelli. Anche durante l’emergenza Covid-19 l’iter dei progetti avviati lo scorso febbraio è andato puntualmente avanti: il recupero del quartiere passa necessariamente attraverso l’abbattimento di quelle strutture che sono dei detrattori sociali ancor più che urbanistici, e procederemo senza alcuna remora né ripensamento».