Cassa integrazione, c’è la proroga

12 Luglio 2023

Il Decreto lavoro concede altri 15 mesi per le aziende in difficoltà economica 

L'AQUILA . Proroga della cassa integrazione straordinaria, per ulteriori 15 mesi, per le aziende in difficoltà, che non hanno potuto completare i piani di riorganizzazione nel 2022.
La novità è contenuta nel decreto Lavoro. L’obiettivo è proteggere i livelli occupazionali delle aziende e garantire un reddito sicuro per i lavoratori coinvolti. L’estensione della cassa integrazione guadagni in deroga, è destinata alle aziende, anche quelle in liquidazione, che avevano già ricevuto un precedente decreto di ammissione, ma non erano state in grado di completare i piani di riorganizzazione e ristrutturazione per motivi non imputabili al datore di lavoro. La proroga può estendersi dal 1° ottobre 2022 al 31 dicembre 2023 per un massimo di 15 mesi e può essere applicata anche in continuità con il periodo già autorizzato. Pertanto, può avere effetto retroattivo dal primo ottobre dello scorso anno.
L’estensione viene concessa dal Governo in deroga a tutti i limiti di durata della cassa integrazione, compreso quello che restringe le sospensioni del lavoro a un massimo dell’80% delle ore lavorabili nell’unità produttiva per cui si richiede il trattamento.
La proroga, tuttavia, è fino ad esaurimento fondi: l’approvazione dell’estensione, infatti, è stata concessa con un decreto del ministero del Lavoro entro un limite di spesa di 13 milioni di euro per quest'anno e 900 mila euro per il 2024.
Sarà l'Inps a monitorare la spesa e ad informare periodicamente il Ministero: se viene raggiunto il tetto massimo, non saranno accettate ulteriori richieste.
Il pagamento della cassa integrazione straordinaria aggiuntiva sarò effettuato direttamente ai lavoratori. Pertanto, il datore di lavoro è obbligato a inviare all’Inps tutti i dati necessari per il pagamento diretto dell’integrazione salariale entro i termini previsti dalla legge. Se il datore di lavoro non rispetta la scadenza dovrà farsi carico di spese e oneri da coprire con proprie risorse. (m.p.)