Cassa integrazione, sì alla proroga

21 Ottobre 2020

Aziende in crisi per Covid: oggi il provvedimento per gli aiuti fino al 31 dicembre

L'AQUILA . Si va verso la proroga della cassa integrazione Covid fino a marzo 2021. Il primo intervento, contenuto nel decreto del ministero del Lavoro, che oggi sarà sottoposto al vaglio delle organizzazioni sindacali, punta ad assicurare la copertura finanziaria fino al 31 dicembre. Nella legge di bilancio, il Governo finanzierà altri tre mesi di cassa, utilizzando il criterio della perdita di fatturato registrata, dalle aziende, nei primi tre trimestri del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Ma le imprese non potranno licenziare.
DOPPIA PROROGA. L'intervento del Governo, in due step, servirà ad estendere la durata degli ammortizzatori sociali a cui le aziende, penalizzate dalla pandemia in corso, possono attingere per far fronte al fermo produttivo o alla riduzione dell'attività. Due anche gli strumenti normativi in campo: il decreto emanato dal ministero autorizzerà la proroga della cassa Covid-19 per tutto il 2020, «per offrire un ulteriore sostegno alle imprese che hanno utilizzato la proroga di 18 settimane, contenuta nel decreto legge di Agosto, che terminerà di fatto a metà novembre». Nella manovra, invece, con 5 miliardi, compresi i fondi residui, sarà inserito il prolungamento degli ammortizzatori sociali almeno fino a marzo.
CONTRIBUISCONO
LE AZIENDE
La cassa integrazione Covid, secondo il meccanismo introdotto con il decreto legge 104 del 2020, resterà gratuita per le aziende che, nel confronto tra i primi nove mesi del 2009 e lo stesso periodo del 2020, hanno perso almeno il 20% di fatturato. Le attività produttive che scenderanno sotto questa soglia dovranno contribuire per il 9% al finanziamento della cassa; percentuale che sale al 18% per le aziende che non hanno registrato una diminuzione degli incassi. Ancora da sciogliere il nodo sulla durata temporale della proroga che potrebbe variare dalle 9 alle 18 settimane, considerando che la somma complessivamente disponibile dovrà servire anche per finanziare gli ammortizzatori sociali della Cassa artigiani.
COME FUNZIONA. Nel presentare la richiesta per le ulteriori 9 settimane di cassa integrazione all’Inps dev’essere autocertificata la sussistenza dell’eventuale riduzione del fatturato. L'Istituto di previdenza, in questo caso, provvede ad autorizzare la Cassa Covid e, sulla base dell’autocertificazione, individua l’aliquota del contributo addizionale che il datore di lavoro è tenuto a versare a partire dal periodo di paga successivo al provvedimento di concessione dell’integrazione salariale. In mancanza dell’autocertificazione si applica l’aliquota del 18%, come contributo a carico dell'impresa. Le domande di cassa integrazione devono essere inviate all’Inps entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.
SE PAGA L'INPS. In caso di erogazione diretta delle prestazioni da parte dell’Inps, senza anticipazione dell'azienda, il datore di lavoro è tenuto ad inviare all’Istituto tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell’integrazione salariale entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale. Se posteriore, entro il termine di 30 giorni dall’adozione del provvedimento di concessione della cassa Covid. Le aziende che rinunciano alla proroga delle 18 settimane di cassa integrazione potranno ottenere un incentivo: l’esonero dal versamento dei contributi, a carico dei datori di lavoro, per quattro mesi. Anche in questo caso si applica il divieto di licenziamento.