Castelli, ville e cascate Bellezze da scoprire

14 Ottobre 2017

Case di terra, fontane e i borghi più belli. Domani le visite

PESCARA. Castelli, ville, cascate, fontane rinascimentali e case di terra a prova di terremoto. Domani il Fai (Fondo ambiente italiano) Giovani ci guiderà alla scoperta dei 35 tesori d’Abruzzo.
Al fascino delle bellezze della nostra regione si aggiunge la campagna di raccolta fondi «Ricordiamoci di salvare l'Italia», che si traduce in una piccola offerta. Gli itinerari prevedono passeggiate in undici centri: Farindola, Pacentro, Pescina, Prata d'Ansidonia, Sulmona, L'Aquila, Casalincontrada, Pescara, Vasto, Lanciano e Giulianova.
A Farindola, paese del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, si andrà alla scoperta del «percorso dell'acqua: dalla rupes angria al borgo storico».
La Cascata del vitello d'oro deve il nome a una leggenda secondo la quale, nel giorno di San Giovanni, ad alcune donne apparve una piccola vitella color giallo oro nei pressi della fonte. La cascata è alimentata da falde idriche profonde a loro volta create dalle acque meteoriche e di fusione delle nevi ed è la parte terminale di un lungo fiume sotterraneo che si getta nel fiume Tavo. Moderne opere di captazione hanno in parte ridotto la portata del fiume e di conseguenza la cascata. Le prime opere di captazione delle acque provenienti dalle sorgenti del Tavo, nel cuore della Valle d'Angri, furono realizzate a inizio Novecento. Attualmente l'acquedotto riesce ad approvvigionare i centri delle vallate del Tavo e Fino fino alle propaggini del Gran Sasso da un lato e al mare dall'altro, con portata di regime pari a 490 litri al secondo.
Nel borgo antico di Pacentro, all'interno del Parco nazionale della Majella, si potranno visitare il Castello Caldora e il Convento dell'Immacolata Concezione. Le prime notizie storiche relative a un incastellamento a Pacentro risalgono al 951 d.C. Le forme attuali del castello sono il risultato di interventi a partire dal XIII secolo.
Il castello visse il suo momento di splendore sotto il dominio della famiglia Caldora protagonista delle vicende storiche che videro avvicendarsi sul trono del regno di Napoli Angioini e Aragonesi. Il convento, fondato nel 1589 dai frati Riformati, ha chiostro quadrato attiguo al lato sinistro della chiesa. Le pareti sono affrescate da un ciclo pittorico del 1618 dedicato alla vita di San Francesco.
Tanti studenti ciceroni. A Pescina ad accompagnare i visitatori saranno gli apprendisti ciceroni dell'Istituto Onnicomprensivo «Fontamara», mentre i volontari del Fai Gruppo Marsica guideranno alla Rocca Vecchia (Torre Piccolomini), fuori dal vecchio abitato e in sommità. Vi si arriva con un percorso in salita, in parte a scale in parte su sentiero, costeggiando il borgo abbandonato dopo il terremoto devastante del 1915.
L'Aquila propone invece un itinerario tra natura e arte sacra nella Chiesa della Ss. Annunziata di Roio Colle.
I borghi di case di terra saranno poi oggetto della visita a Casalincontrada che fa parte dell'Associazione Nazionale Città della Terra cruda. Ci sono 124 edifici in «massone», parte in ambiente urbano, parte in zona rurale.
Le case di terra si diffusero in modo massiccio nella prima metà dell'Ottocento, quando si moltiplicò la domanda di case coloniche. L'esigenza di soddisfare tale domanda al costo minimo portò alla diffusione dell'edificazione con impasto di terra e paglia. A Lanciano per «La ricerca dell'Infinito: tra canto e architettura» si visiteranno la Chiesa di San Biagio, la chiesa di Sant'Agostino e la Torre di San Giovanni. Mentre per l'itinerario storico archeologico «Vasto: vista e mai vista», gli studenti del polo liceale statale «Pantini Pudente», Istituto Tecnico «Filippo Palizzi», Polo Liceale Statale «Raffaele Mattioli», faranno scoprire, tra le altre meraviglie, anche il Mosaico Policromo e le Terme Romane.
Ville Liberty della Pineta con tappa al Kursaal, oggi Aurum. Questi i tesori di Pescara. Il Kursaal, progettato da Antonino Liberi come ritrovo culturale della borghesia pescarese, fu inaugurato il 14 agosto 1910. Era un elegante fabbricato classicheggiante che spiccava per la raffinatezza del doppio loggiato di colore rosso antico e giallo. Nel 1919 fu trasformato in uno stabilimento per liquori: l'Aurum, su progetto dell'architetto Giovanni Michelucci. Il nome del liquore venne scelto dal fondatore della fabbrica Amedeo Pomilio su suggerimento dell'amico Gabriele D'Annunzio. (c.s.)