Castricone: ospedale, Popoli penalizzata

2 Marzo 2017

Le reazioni allo smantellamento del Pronto soccorso. Sospiri: la Regione ignora la nostra proposta

POPOLI. «È nota la mia posizione di assoluta contrarietà a questo tipo di riorganizzazione dell'ospedale di Popoli. Non condivido una impostazione della sanità che penalizza le aree interne e sbilancia risorse, personale e ogni attenzione sulla costa. Il solco tra montagna e mare è sempre più grande, sempre più incomprensibile alle persone che vivono nel centro Abruzzo. Non solo sulla sanità ma su una molteplicità di servizi. Dico che l'ospedale rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per migliaia di cittadini della provincia di Pescara ma anche della provincia dell'Aquila e questo dovrebbe far riflettere».

Ad affermarlo è il parlamentare del Pd, consigliere comunale di maggioranza a Popoli, Antonio Castricone, in merito al parere negativo dell'Agenzia sanitaria regionale sulla possibilità di conservare in città un Pronto soccorso e un vero ospedale, non solo una struttura riabilitativa regionale dedicata anche a interventi chirurgici programmati. «Sono passati mesi, forse anni da quando si è avviata questa discussione sulla riorganizzazione dell'ospedale. Per ora, abbiamo ascoltato solo buoni propositi ma nulla di tangibile. Quando il direttore dell'Agenzia sanitaria regionale parla di Popoli come centro Riabilitativo a valenza regionale dovrebbe ricordare che oggi in quel reparto riabilitativo sono attivati 20 posti letto a fronte dei 40 previsti, così come nulla si muove rispetto a quei servizi di alta riabilitazione per i quali sono necessari cospicui investimenti che vorremmo vedere realizzati il prima possibile. Condivido» prosegue il parlamentare «chi dichiara che c'è urgenza di personale medico e infermieristico, e che solo se si ha personale adeguato si è nelle condizioni di poter vincere la sfida dei numeri. Sfida che l'ospedale di Popoli ha sempre vinto. Se penso che in altri Pronto soccorso le attese sono infinite non comprendo come si possa chiudere a cuor leggero il Ps soccorso di Popoli che continua a mantenere un numero di accessi, sì sotto la soglia prevista dal decreto Lorenzin, ma costante e considerevole. Se la riorganizzazione della sanità passa per chiusure certe e per potenziamenti, nuovi reparti ed investimenti raccontati solo sulle carte, è chiaro che si rompe un patto tra cittadini e istituzioni. Invito l'assessore regionale alla sanità ed il presidente a un supplemento di riflessione su questo tema».

Poi Castricone conclude: «Parteciperò alla manifestazione di venerdì a difesa dell'ospedale di Popoli e pur nella differenziazione su alcune questioni di metodo con il comitato dico che la battaglia è giusta e che l'Ospedale viene prima di tutto».

Sul caso interviene anche il consigliere regionale, Lorenzo Sospiri. «Forza Italia»,dice, «ha presentato una proposta di legge in deroga al Piano sanitario di declassamento degli ospedali, che è resa necessaria e obbligatoria per l'emergenza sisma. Conosciamo i grandi numeri sciorinati dal presidente dell'Agenzia sanitaria, che sono stati il pretesto per chiudere Popoli, ma oggi paradossalmente siamo in una situazione diversa rispetto al 2014, quando è cominciato il processo di impoverimento della nostra sanità».