Castricone: strano che Lagatta difenda il commissario Goio

POPOLI. Sull'emendamento cghe vorrebbe estromettere il commissario Adriano Goio dalla gestione del Sito di interesse nazionale di Bussi, interviene il deputato popolese del Pd, Antonio Castricone,...
POPOLI. Sull'emendamento cghe vorrebbe estromettere il commissario Adriano Goio dalla gestione del Sito di interesse nazionale di Bussi, interviene il deputato popolese del Pd, Antonio Castricone, tra i firmatari del provvedimento con Chiara Braga, della presidenza del Consiglio dei ministri. Castricone è stato additato come un oppositore al processo di reindustrializzazione, visto che l'emendamento in realtà azzera anni di lavoro svolto da tutti gli attori interessati, in prima linea il Comune di Bussi con il sindaco di Rifondazione, Salvatore Lagatta.
«Dal sindaco» dice Castricone «mi sarei aspettato un plauso visto che solo nel settembre 2013 chiedeva la rimozione di Goio per palese inoperosità. Evidentemente, qualcosa è cambiato. L'unica cosa rimasta tale è la lentezza dell'iter per la bonifica, con tutti i problemi ancora lì sul campo. Vorrei ricordare» prosegue il deputato «che Goio gode di poteri straordinari, in deroga alla legislazione ordinaria, e non è corretto scaricare su altri la responsabilità di così gravi ritardi. Dal 2011, il commissario dispone di 50 milioni di euro per la bonifica che sono chiusi in un cassetto senza essere utilizzati e da dopo la conferenza dei servizi, convocata da Goio, a giugno, non è stato mosso un solo passo avanti. Dire, come fa il sindaco, che l'accordo di programma non è stato firmato dal ministero perché dietro c'era questo emendamento significa mentire sapendo di mentire».
Per Castricone, «le risposte di merito del ministero» continua «sono difficilmente confutabili, tant'è che lo stesso sindaco si è affrettato a riscrivere l'accordo, e la Solvay lo ha di fatto smontato perché era debole, senza riferimenti normativi, pieno di cose che non c’entrano nulla con un accordo di programma. Dire che si perdono 400 posti di lavoro» incalza il parlamentare «quando nessun piano industriale presentato da Filippi o altri imprenditori parla di simili cifre significa giocare sulla pelle delle persone, strumentalizzare le difficoltà di tanti». (w.te.)
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