Catalano e quel passato burrascoso

11 Settembre 2015

Viveva in un’abitazione sequestrata a un boss della Banda della Magliana

TAGLIACOZZO. Vivevano a pochi metri l’uno dall’altro, avevano lasciato Roma per trasferirsi nella Marsica e avevano una passione comune per i cani.

Le vite di Pietro Catalano e Marco Callegari viaggiavano quasi su un binario unico. Almeno fino a ieri.

Callegari, ex pugile, aveva deciso di trasferirsi a Tagliacozzo e di andare a vivere nella casa di famiglia immersa nel piccolo consorzio della Piccola Svizzera. Grazie alla sua abilità nel mondo del pugilato aveva trovato lavoro come addetto alla sicurezza in diversi locali della Marsica. Tolti gli impegni lavorativi e qualche serata con gli amici il suo tempo lo dedicava interamente ai due suoi cani e a quelli che allevava alla Piccola Svizzera. Non lasciava quasi mai Tagliacozzo, tranne che nel periodo natalizio quando si trasferiva in Toscana per trascorrere le feste insieme al padre. Non era sposato e non aveva figli.

A pochi metri dalla sua abitazione abitava Pietro Catalano. La famiglia è originaria di Scanzano di Sante Marie. Catalano risiede da tempo a Tagliacozzo, dove è arrivato dopo aver lasciato Roma.

Senza lavoro, attualmente vive con la sua compagna e quattro figli in un’abitazione del centro residenziale, dove ha occupato una casa che era stata sequestrata a uno dei boss della Banda della Magliana. Nonostante l’ordinanza di sgombero dell’abitazione, Catalano non ha mai voluto saperne di lasciare la sua casa, minacciando addirittura di incatenarsi davanti al Comune se la situazione non fosse stata risolta. Ha anche dei figli nati da una precedente relazione. Coinvolto in numerosi episodi criminosi, da giovane Catalano aveva collezionato una serie di micro-reati.

E di recente è stato rinviato a giudizio dal gup dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, per un traffico di droga tra Avezzano e Tagliacozzo. Ad aprile era stato arrestato dai carabinieri perché aveva rubato un cellulare a una ragazza che frequentava le scuole medie “Andrea Argoli”. Era anche un simpatizzante dell’estrema destra. (e.b.)

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