Catania (Fiab): «No alle piste lungo i marciapiedi della città»

PESCARA. Nei piani della Fiab Pescarabici, guidata da Filippo Catania, la pista ciclabile di viale Regina Margherita andrebbe «trasferita sul lato monte mantenendo il parcheggio delle auto»...
PESCARA. Nei piani della Fiab Pescarabici, guidata da Filippo Catania, la pista ciclabile di viale Regina Margherita andrebbe «trasferita sul lato monte mantenendo il parcheggio delle auto» leggermente spostato verso il centro della strada. Sulla ciclabile di viale D’Annunzio «la criticità maggiore, oltre alla contiguità con i pedoni, è rappresentata dagli attraversamenti mal segnalati: sarebbe opportuna una segnaletica orizzontale e verticale evidenziata per gli automobilisti». Su questi due passaggi, l’assessore alla Mobilità Luigi Albore Mascia replica che «lo spostamento della pista di viale Regina Margherita sul lato monte lo stiamo valutando ma si dovrebbe rifare la strada con costi improponibili». Quanto alla segnaletica «sarà posizionata sulle direttrici principali: cartelli verticali indicheranno la direzione delle altre piste, la propria posizione, i raccordi e la destinazione». Catania annota le criticità delle altre ciclabili. Via Pepe: «È dalla parte opposta rispetto alle attività commerciali». Piazzale Berlinguer, di fronte alla stazione Porta Nuova: «Si è realizzata una pista dentro il piazzale e poi in via Misticoni per non eliminare 30 posti auto quando a 50 metri c’è un parcheggio coperto, gestito da Multiservice, quindi dal Comune, ma desolatamente vuoto». Via D’Avalos: «Pur essendoci sulla strada una corsia delimitata di 1,5 metri, si è preferito deviare sul marciapiede. E noi diciamo no alle piste sui marciapiedi perché questa soluzione mette in conflitto l’utenza debole della strada, pedoni e ciclisti». Via Lago di Capestrano: «Anche nel tratto che stanno per realizzare, la pista corre sul marciapiede. Il concetto che persegue la strada Pendolo è l’attraversamento veloce. A noi sembra un’autostrada inutile e dannosa, pericolosa per pedoni e ciclisti». (c.co.)

