Cattivi odori a Cepagatti, al via le analisi

Dopo le segnalazioni degli abitanti nella zona di Villanova, il Comune chiede l’intervento dell’Arta
CEPAGATTI. Il comune di Cepagatti risponde al grido di allarme partito dai cittadini che vivono nella zona di Villanova, nell’area al confine con la provincia di Chieti. Dopo le segnalazioni sul cattivo odore che si respira e di cui non si capisce la provenienza, il Comune, guidato dal sindaco Gino Cantò, ha deciso di chiedere l’intervento dell’Arta, (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente), diretta da Maurizio Dionisio, per eseguire una campagna di rilevamento dell’inquinamento atmosferico. In questo modo si potrebbe arrivare a scoprire l’origine del problema. Per promuovere le misurazioni, «il Comune e l’Arta hanno firmato una convenzione», spiega il sindaco, in base alla quale l’Agenzia si impegna ad effettuare la campagna «della durata di almeno 52 giorni, suddivisi in due periodi stagionali differenti dell’anno» e cioè nel semestre autunno - inverno e nel semestre primavera - estate.
L’Arta interverrà con un laboratorio mobile e analizzerà una serie di inquinanti, vale a dire Pm10 (cioè le particelle respirabili), monossido di carbonio, ossidi di azoto, benzene, toluene, P-xilene, idrocarburi policiclici aromatici, parametri meteoclimatici. Nella convenzione vengono anche fissati i paletti, a livello temporale, per fornire delle risposte al Comune. «L’Arta», si legge nel documento, «si impegna ad elaborare e fornire i dati all’amministrazione comunale entro 60 giorni lavorativi dalla fine della campagna di rilevamento», salvo impedimenti. Per ogni parametro verranno forniti i valori medi giornalieri, i valori massimi orari e l’ora del massimo e per alcuni parametri saranno comunicati anche i valori medi orari (sempre che non vengano richieste anche altre elaborazioni).
L’amministrazione comunale, che deciderà d’intesa con i tecnici dell’Arta il punto in cui posizionare il laboratorio, dovrà concorrere alla spese fornendo «adeguata corrente elettrica» e anche «l’autoscala con il personale per consentire l’installazione e la disattivazione della fornitura elettrica, al momento della installazione e a fine campagna». L’Arta riceverà un «rimborso» dal Comune, quantificato in 5.000 euro, per coprire «il costo di utilizzo» supportato dalla Agenzia «limitatamente al materiale di consumo e come contributo per la strumentazione». «I cittadini», spiega Cantò, «segnalano che l’aria è irrespirabile e c’è anche stato un esposto, ma non si capisce la provenienza di questi cattivi odori, che potrebbero arrivare a Villanova da qualche stabilimento», magari situato fuori provincia.(f.bu.)

