Cattivi odori e ritardi: il distretto Asl non decolla

Inaugurata sotto elezioni, la struttura disporrà di tutti i servizi solo nel 2020 L’ex manager: «Nuove indagini per capire da dove provengono i miasmi»
MONTESILVANO. Ancora problemi al distretto sanitario di base di Montesilvano: gli ambienti continuano ad avere un cattivo odore nonostante la rimozione dei pannelli incriminati. E intanto il trasferimento di tutti i servizi dalla vecchia sede di corso Umberto slitta ai primi mesi del 2020.
Sono queste le due novità principali che riguardano la nuova struttura di via Di Vittorio, inaugurata a fine aprile di quest’anno dopo un’attesa di oltre un ventennio da parte degli utenti, e che avrebbe dovuto entrare a pieno regime entro la fine del 2019. A darne l’annuncio era stato, il giorno dell’inaugurazione, l’ormai ex dirigente della Asl di Pescara, Armando Mancini, spiegando che il trasloco di tutti i servizi e l’installazione dei nuovi macchinari previsti per la sede nuova di zecca sarebbero avvenuti in maniera graduale per non creare disagi all’utenza. A partire dall’estate, dunque, il nuovo distretto aveva aperto le porte del piano terra al consultorio e al servizio vaccinazioni, in attesa dei nuovi servizi. Ma un problema è sorto poco dopo il trasferimento del personale in via Di Vittorio e dell’arrivo dei primi pazienti: l’aria all’interno dei locali della nuova struttura era irrespirabile per via di cattivi odori.
Immediato l’intervento della Asl che, dopo le verifiche necessarie, ha scoperto che il problema era legato ai pannelli di rivestimento delle pareti che, pur non emettendo sostanze nocive per la salute, creavano comunque un problema e andavano rimossi. Così a ridosso di Ferragosto i due servizi sono stati temporaneamente ritrasferiti per lasciare spazio di intervento agli operai. I pannelli sono stati rimossi, le pareti riverniciate con smalti lavabili, per garantire il rispetto delle norme igieniche previste per una struttura sanitaria, e gli utenti hanno ricominciato a popolare il distretto. Ma i problemi per la struttura non sono finiti: i locali continuano a puzzare.
È quanto rileva lo stesso Mancini che, nei giorni scorsi, ha ricevuto nuove segnalazioni da parte del personale della struttura. «Anche se dopo la rimozione dei pannelli la situazione è sicuramente migliorata», evidenzia l’ex manager «purtroppo ci hanno segnalato che il problema non è stato definitivamente risolto. Per questo ora sarà necessario fare nuove indagini per capire da dove provenga il cattivo odore. In un secondo momento, ovviamente, si passerà alla verifica delle responsabilità». Quanto al trasferimento degli altri servizi dalla sede di corso Umberto a quella di via Di Vittorio, Mancini riferisce che, attualmente, «c’è da installare gli impianti di condizionamento in alcuni piani superiori della struttura, da verificare gli impianti di riscaldamento e da effettuare i collaudi tecnici degli ascensori. I soldi sono già stati stanziati, ma la stazione appaltante è il Comune».
Il trasferimento completo, dunque, slitterà ancora di qualche tempo, almeno fino ai primi mesi del 2020. «Ovviamente oggi la situazione al vecchio distretto è migliorata, c'è più spazio, ma è importante che il trasloco avvenga mano a mano che i locali sono pronti», sottolinea ancora Armando Mancini, «altrimenti si rischia la “cannibalizzazione”, come avvenuto nel 2010 nel distretto di Cepagatti che costò alla Asl un milione e 500 mila euro in più proprio per questo motivo».
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