Catturati i banditi aguzzini

Li ha traditi una scritta EA7 sulla felpa. Tre sono in carcere, il capo è fuggito a Napoli
LANCIANO. Traditi da una scritta sulla felpa, la stessa immortalata dalle telecamere che hanno ripreso due componenti della banda al bancomat. A tre giorni dalla brutale rapina subita in casa dal medico Carlo Martelli e dalla moglie Niva Bazzan, e dietro il diretto interessamento del Viminale sul “caso Lanciano”, i presunti rapinatori aguzzini sono stati catturati. Si tratta di tre romeni, tra i 20 e i 25 anni. Il capo, fuggito a Napoli, è ricercato, con un quinto complice.
I TRE FERMATI. Sono Costantin Aurel Turlica, 22 anni, Ion CosminTurlica, 20 anni, e Aurel Ruset, 25 anni. Due fratelli e un cugino di nazionalità romena. I tre sono stati sottoposti a fermo perché, come precisa la Procura di Lanciano, a loro carico «sono stati raccolti gravi e concordanti indizi di colpevolezza circa la rapina perpetrata in danno dei coniugi Martelli la notte di domenica scorsa». I reati contestati sono rapina, sequestro di persona, lesioni gravissime, porto d’arma.
LA SVOLTA. Le indagini, serrate e continue dal giorno della rapina, subiscono un’accelerata martedì notte, quando i sospettati restano coinvolti in un incidente d’auto. La banda, infatti, era già monitorata dai carabinieri, sospettata di altri reati contro il patrimonio. Come l’episodio con sparatoria avvenuto un mese fa ad Atessa e tenuto celato. E c’era il sospetto, prima della brutale aggressione ai Martelli, che stesse pianificando la rapina ai danni di un grosso imprenditore di Lanciano.
L’INCIDENTE. Sotto la Golf nera, con targa romena, era stato piazzato un Gps. Che non ha potuto però rilevare la presenza dell’auto sul luogo della rapina, poiché all’abitazione dei Martelli, a Villa Carminello, i malviventi sono arrivati a piedi. Quando martedì sera, intorno alle 22, l’auto si mette in movimento, i militari la seguono. I banditi stanno tentando la fuga, probabilmente alla volta della Romania. Per seminare i carabinieri, la Golf, con a bordo quattro persone, accelera finendo però fuori strada nella zona di Madonna del Carmine. Arrivati sul luogo dell’incidente, i militari trovano solo un giovane. Iniziano a occuparsi dei rilievi dell’incidente, senza far trapelare altro. Poco dopo tornano all’auto altri due romeni, il quarto resta invece irreperibile. Nel frattempo sul posto arriva anche la polizia. Dopo alcune ore, con una scusa, i tre vengono portati in commissariato e in caserma.
IL COVO. Addosso gli investigatori gli trovano circa 3.500 euro. Il covo della banda viene identificato in un palazzo al numero 112 di corso Roma, in pieno centro a Lanciano. Qui, in un appartamento nel sottotetto, i quattro avrebbero alloggiato da alcuni giorni prima della rapina ai Martelli. Per oltre otto ore uno dei tre fermati viene tenuto nell’alloggio, perquisito da cima a fondo dalla Scientifica. In strada una folla curiosa e inferocita attende il momento in cui uscirà.
I FILMATI. Dal giorno della rapina sono decine i filmati analizzati dagli investigatori. Dalle riprese delle telecamere puntate sulle strade di accesso e di uscita alla città, a quelle degli impianti installati da condomini, negozi e aziende, fino a le immagini del circuito di videosorveglianza delle banche, in particolare la filiale Ubi in via Per Fossacesia dove due banditi sono andati a prelevare contante con le carte di credito e bancomat sottratte ai coniugi Martelli dopo le botte al marito e la mutilazione dell’orecchio alla moglie.
LA FELPA. Tanti sono i riscontri che gli investigatori hanno avuto dagli indumenti indossati dai rapinatori -che agivano coperti da cappucci, felpe e guanti- e ritrovati ieri nel corso delle perquisizioni. In particolare un capo sportivo avrebbe tradito i banditi: una felpa con il logo EA7, ovvero il marchio Emporio Armani 7, sponsor del Coni (veste la squadra olimpica italiana) e ispirato al giocatore del Milan, Andriy Shevchenko.
IL PRESUNTO CAPO. All’appello mancherebbe il capo della banda, B.A.C., 26 anni, il più cattivo, quello che ha sferrato i pugni al medico Martelli e tagliato l’orecchio con la roncola alla moglie Niva. L’unico della banda che ha parlato ai Martelli, esprimendosi in un italiano senza inflessioni, quasi perfetto. È anch’egli romeno e in fuga, già a tre ore dalla rapina, verso Napoli. Ma c’è chi dice verso Rimini. Era già ricercato per un provvedimento pendente quando era minorenne e gira con una patente falsa romena. Ma anche per lui le ore sarebbero contate.
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