Causa di lavoro, stangata sul Comune
SAN GIOVANNI TEATINO. Si è conclusa con la condanna del Comune la causa di lavoro promossa da 3 ex dipendenti dell’ente, che per anni hanno prestato servizio come vigili urbani con contratti a tempo...
SAN GIOVANNI TEATINO. Si è conclusa con la condanna del Comune la causa di lavoro promossa da 3 ex dipendenti dell’ente, che per anni hanno prestato servizio come vigili urbani con contratti a tempo determinato ritenuti dal giudice «illegittimi». Ai tre ex agenti di polizia municipale il giudice Laura Ciarcia ha riconosciuto un risarcimento pari a 20 mensilità, 34mila 883 euro ciascuno, oltre agli interessi nel frattempo maturati.
Complessivamente, l’amministrazione dovrà sborsare quasi 150mila euro, oltre a pagare le spese legali del processo, 5mila 925 euro più Iva. I tre vigili hanno lavorato dal 2005 al 2012, assunti dopo una selezione pubblica. Il rapporto è proseguito negli anni, confermato con nuovi contratti, sempre a termine. Gli stessi agenti hanno poi partecipato, marzo 2008, a una seconda selezione in seguito alla quale hanno ripreso servizio.
Nel settembre 2008, il Comune ha indetto un concorso per reclutare tre vigili a tempo indeterminato, vinto da altri candidati, poi assunti. Nonostante il comando si fosse dotato di tre agenti di ruolo, ha continuato a richiamare in servizio i vigili precari, per alcuni anni ancora. Contratti che il tribunale ha giudicato irregolari in quanto carenti di ragioni che giustificassero il termine contrattuale. In sostanza, l’amministrazione non avrebbe indicato le motivazioni, inerenti le esigenze straordinarie del servizio, per le quali si faceva di volta in volta ricorso al reclutamento temporaneo del personale.
Cessato definitivamente il rapporto di lavoro, nel 2012, i tre ex agenti hanno fatto causa per ottenere l’assunzione in pianta stabile, richiesta rigettata dal giudice, che invece nei giorni scorsi ha accordato un risarcimento che costerà caro al Comune. (g.d.l.)
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