Cava non autorizzata, imprenditore nei guai

2 Agosto 2024

Lettomanoppello. Camillo Addario è accusato di violazione di reati paesaggistici a Collerotondo

LETTOMANOPPELLO. Finisce sotto inchiesta, per la violazione di reati paesaggistici, Camillo Addario, amministratore della “Addario Camillo Group srl” di Lettomanoppello. L’inchiesta è nelle mani del pm Anna Benigni e nasce da una dettagliata denuncia del sindaco del paese e del suo vice. All’indagato la procura contesta la violazione del decreto legislativo 42 del 2004 (normativa ambientale), per aver effettuato «sui terreni in località Collerotondo del comune di Lettomanoppello, la coltivazione di una cava in assenza dell’autorizzazione paesaggistica, in quanto scaduta nel mese di novembre 2008, prelevando 315mila metri cubi di roccia calcarea negli anni dal 2017 al 2023».
I carabinieri forestali vennero mandati dalla procura ad acquisire una serie di documenti in Comune, per accertare lo stato degli atti, effettuando anche una ispezione con i tecnici dell’Arta che ora dovranno rimettere una relazione sull’argomento.
Il primo cittadino ha dettagliatamente ricostruito la vicenda, partendo dall’autorizzazione rilasciata dalla Regione Abruzzo nel 2003 della concessione mineraria denominata “Miniera Comune di Lettomanoppello”, scaduta nel 2023 dopo 20 anni.
La denuncia prende le mosse dalla richiesta di proroga avanzata dalla società che, però, in tutti i 20 anni precedenti non avrebbe ottemperato agli accordi presi con il Comune. La ditta di Camillo Addario si sarebbe «impegnata a realizzare, a proprie spese, e a cedere gratuitamente», come sostiene il sindaco Simone Romano D'Alfonso, «la strada di collegamento via Collerotondo - via Provinciale per Passolanciano». In cambio l’Addario Group avrebbe potuto procedere alla coltivazione della miniera per l’estrazione di roccia bituminosa su una superficie di 90 ettari. Naturalmente l’autorizzazione prescriveva il rispetto delle normative nazionali, regionali e quelle previste dal progetto approvato. Cosa che non si sarebbe verificata.
Il consiglio comunale di Lettomanoppello più volte, nel corso degli anni, si sarebbe interessato alla vicenda, arrivando a impegnare l’amministrazione a non concedere proroghe o rinnovi. Questo perché il cronoprogramma progettuale non sarebbe mai stato rispettato. Ma soprattutto, quello che riguarda in particolare la contestazione della procura, non sarebbe mai stata richiesta l’autorizzazione paesaggistica se non a concessione scaduta, e quindi in fase di richiesta di rinnovo (nel febbraio scorso).
Stando alla Concessione Mineraria, la società di Addario sarebbe stata obbligata a puntuali ripristini dei siti coltivati, al fine di mitigare l’effetto ambientale sul luogo, che ancora oggi non sono stati effettuati. Insomma, la questione è piuttosto complessa in quanto la società avrebbe dovuto coltivare la miniera, ma in realtà avrebbe estratto solo materiale di cava per il quale la normativa prevede il pagamento di un costo in favore del Comune.
Qualche mese fa la Regione ha sospeso qualsiasi tipo di attività della cava e sembra ci sia ora un contenzioso davanti al Tar. Intanto la procura procede per il reato paesaggistico. (m.cir.). ©RIPRODUZIONE RISERVATA.