Ceffoni per le foto su Facebook, arrestato

La storia d’amore fra due minorenni pescaresi diventa un incubo per la ragazza che va dai carabinieri
PESCARA. Paola indossava minigonne e pantaloncini, sfoggiava scarpe con il tacco, usciva con le amiche e su Facebook pubblicava le sue foto migliori. Tutto normale per una ragazzina di 16 anni che sorride alla vita. Non lo era per Donato, il suo ragazzo, un coetaneo, un tipo troppo geloso che giudicava la ragazza disinibita e tentava di correggere le sue condotte. Per lei la storia d’amore è diventata un tormento, avendo dovuto sopportare una lunga serie di rimproveri, qualche ceffone e, una volta, anche dei calci. Non ce l’ha fatta più e, accompagnata dai genitori, si è rivolta ai carabinieri e ha denunciato il suo (ex) amore, che è stato arrestato dai militari della Stazione di Pescara Principale su disposizione del tribunale per i minorenni dell’Aquila. L’accusa è di stalking, cioè atti persecutori, ed è stato condotto in una comunità che si trova fuori regione.
La relazione tra Paola e Donato (sono nomi di fantasia) è cominciata nel settembre dell’anno scorso, stando alla ricostruzione degli investigatori, coordinati dal capitano Claudio Scarponi, ed è andata avanti per un anno. Lui ha subito fatto capire chi avrebbe dettato legge, mostrando di non apprezzare abiti e scarpe che, secondo lui, potevano trasmettere un’idea sbagliata, di eccessiva disinvoltura, e non gradiva le sue uscite con le amiche, o gli scatti postati su Facebook. Ciò che inizialmente dava solo fastidio poi è diventato assolutamente vietato e le scenate scattavano anche per un saluto di Paola a una persona a lui sconosciuta. La ragazzina ha accettato di tutto, ingoiato rospi e cambiato stile di vita e scuola. Non è bastato perché, oltre a subire una serie infinita di rimproveri, si è pure beccata qualche ceffone, e c’è stata una volta in cui è stata presa a calci. A settembre, non riuscendo a liberarsi di quel fidanzato possessivo e ossessivo, ha chiesto aiuto ai carabinieri. I militari hanno ricostruito la vita della coppia, ascoltato testimoni di episodi spiacevoli e passato al setaccio i social network di cui i due si servivano, arrivando a stabilire che lui era uno stalker, e così si è arrivati all’arresto.
«La violenza sulle donne è un fenomeno largamente diffuso e fa vittime in ogni fascia di età, condizione sociale ed economica, come dimostra questa storia», ha commentato Scarponi. «Solo ribellarsi e denunciare permette di non sprofondare in un vortice di soprusi e violenze».
Flavia Buccilli
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