Cellule staminali per curare l’ictus

11 Maggio 2018

Anche l’ospedale civile sarà coinvolto nel progetto. Domani convegno organizzato da Lombardozzi

PESCARA. Iniezioni di cellule staminali nel cervello per curare l’ictus. E’ la nuova frontiera sperimentale a cui stanno lavorando i ricercatori della Stanford University School ofMedicine. Il metodo potrebbe essere utilizzato, nel futuro, anche all’ospedale di Pescara.
Lo conferma il responsabile della Stroke Unit (Unità di terapia neurovascolare) Gabriele Lombardozzi che dal 2008 ad oggi ha salvato, nel reparto fondato nello stesso anno dal manager Asl Armando Mancini, oltre 400 persone grazie agli interventi di trombolisi sistemica e meccanica. Si tratta di una terapia che si somministra per endovenosa entro le quattro ore e mezza dall’insorgenza dell’ictus. Dal 2008 sono stati 550 i pazienti ricoverati nel reparto al settimo piano ala ovest; gli interventi di trombolisi sono stati 415; 113 nel 2017 e 39 dall’inizio dell’anno.
«Quando avremo evidenze scientifiche - anticipa Lombardozzi- prenderemo in seria considerazione anche l’uso delle staminali nella cura degli ictus. Intanto domani sapremo a che punto è la fase di ricerca clinica nelle patologie neurovegetative e negli ictus». Domattina a partire dalle 9 nell’aula magna dell’ospedale si svolgerà il secondo congresso nazionale sulla stroke a cui parteciperanno esperti provenienti anche dall’ospedale Forlanini e dall’università di Tor Vergata di Roma, Vibo Valentia e Perugia. Dopo il saluto del manager Mancini e di Maria Assunta Ceccagnoli, neo presidente dell’Ordine dei Medici e odontoiatri, sono previsti gli interventi di Francesca Romana Pezzella, Domenico Consoli, Sabrina Anticoli, Giacomo Koch. La dottoressa Sabata Martino, dell’università di Perugia, relazionerà sul trapianto delle cellule staminali per la cura delle malattie neurodegenerative; Liborio Stuppia , dell’università D’Annunzio Chieti parlerà delle esperienze cliniche con l’uso delle staminali e Vincenzo D’Egidio sullo stato dell’arte della trombolisi endovascolare. Gli altri interventi sono di Francesco Di Blasio, Daniela Monaco (stroke Pescara); Leonardo Paloscia, Utic e Antonio Antico, chirurgia vascolare. Le simulazioni di casi clinici sono affidate al primario del pronto soccorso Alberto Albani, anche referente sanitario regionale per le maxiemergenze. Moderano il dibattito Mario Lizza e Paolo Di Berardino, responsabile dell’Unità operativa complessa di Medicina.
«L’ictus cerebrale», spiega il responsabile scientifico Lombardozzi,« è la terza causa di morte dopo le patologie vascolari e le neoplasie. E’ la prima causa di disabilità del pianeta, sono colpite le persone di età avanzata ma ultimamente anche tanti giovani. In Italia ogni anno si registrano 200mila casi di stroke, l’80% di tipo ischemico e il 20% emorragico»
L’intervento con le staminali richiede l’anestesia parziale che permette di effettuare un piccolo foro nel cranio, attraverso il quale vengono iniettate cellule adulte prelevate dal midollo osseo di donatori e modificate per assumere le funzioni neurali. Queste cellule, chiamate SB623, sono chiamate a riparare spontaneamente il danno cerebrale.