«Cementificio, il ministero salvi i posti di lavoro»
PESCARA. I sindacati di categoria Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, hanno chiesto al ministero dello Sviluppo economico un tavolo di confronto in merito alla vertenza Sacci spa centrale...
PESCARA. I sindacati di categoria Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, hanno chiesto al ministero dello Sviluppo economico un tavolo di confronto in merito alla vertenza Sacci spa centrale cementerie italiane e all’acquisizione di quest’ultima da parte del gruppo Buzziunicem. A rischio sono gli ultimi 20 posti di lavoro, dopo il taglio di 50 di 8 mesi fa. La Sacci, dicono le organizzazioni sindacali, ha reso noto «l’intenzione di chiudere due stabilimenti e alcuni siti di calcestruzzi. L’azienda ha quindi aperto la procedura di mobilità il 13 marzo scorso per 135 lavoratori su un organico di 450 unità. Attualmente, una parte dei lavoratori di Sacci usufruisce di ammortizzatori sociali (lo stabilimento di Castel Raimondo è in contratto di solidarietà con scadenza 31 luglio 2015, quello di Testi usufruisce della Cigo presumibilmente fino al 20 aprile 2015)». I sindacati, «considerato che il gruppo Buzziunicem acquisirà la Sacci spa, hanno chiesto all’azienda Sacci il ritiro della procedura di mobilità e l’avvio di un confronto più ampio. L’azienda Sacci ha respinto la richiesta, confermando l’intenzione di licenziare nei tempi previsti dalla procedura di mobilità. Inoltre, l’acquisizione da parte del Gruppo Buzziunicem produrrà una riorganizzazione e probabili ulteriori esuberi». Per questi motivi, e anche in considerazione del fatto che nel settore cemento stanno avvenendo processi di riorganizzazione, ristrutturazione e acquisizione, è stato chiesto di attivare un tavolo al ministero per «individuare le soluzioni per tutelare l’occupazione».

