Cementificio, murati gli ingressi I primi lavori partono a marzo

3 Febbraio 2024

Ieri nuovo sgombero degli abusivi: tre denunciati. La proprietà ha deciso di chiudere tutti gli accessi Il sindaco Masci: «Si comincerà con la bonifica del terreno, poi la demolizione dell’ex stabilimento» 

PESCARA. Ieri mattina, nuovo blitz della polizia locale per liberare l’ex cementificio di via Raiale dagli occupanti abusivi. Durante i controlli sono state trovate tre persone, che poi sono state denunciate per invasione di terreni ed edifici. Una delle tre è stata portata in questura per l’identificazione. Nel frattempo la società Calbit, proprietaria dell’immobile dal 2018, ha provveduto a far murare tutti gli accessi per impedire l’ingresso ai senzatetto.
Tutto questo è avvenuto poco prima che si svolgesse la conferenza stampa convocata dall’amministrazione comunale per annunciare l’avvio dei primi lavori per la realizzazione di un centro turistico al posto dell’ex stabilimento industriale. Sarà pronto entro il 2028. Ieri erano presenti il sindaco Carlo Masci, gli assessori all’ambiente Isabella Del Trecco e al bilancio Eugenio Seccia, i consiglieri comunali Alessio Di Pasquale e Maria Luigia Montopolino, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il rappresentante della Calbit, l’architetto Giovanni Marchionne.
A marzo di quest’anno, è stato detto, dovrebbe partire la caratterizzazione del terreno per poi procedere alla bonifica. Entro quest’anno, il complesso industriale dell’ex cementificio verrà demolito e saranno liberati così i 13 ettari di terreno, di cui 7,5 destinati a verde e oggetto di cessione al Comune. Entro i successivi 48 mesi, quindi entro i prossimi 4 anni, saranno completate le opere di riconversione della superficie che accoglierà, tra l’altro, un centro turistico dotato di ogni genere di servizio e una biofarm.
«Questa proprietà privata è chiusa da circa 10-12 anni», ha detto Masci, «oggi, attraverso un’operazione complessa che stiamo portando avanti con la proprietà, si va verso una rigenerazione, cioè la bonifica, la demolizione e poi il cambio di destinazione d’uso per fini turistici. Si tratta di un’operazione di grandissimo livello con investimenti importanti che oggi si fanno in questa città, perché Pescara riesce ad attrarre investimenti. Questo permetterà di risanare un’area della città che oggi è trascurata e abbandonata e che è anche oggetto di occupazione da parte di disperati».
«Il primo dato», hanno affermato Del Trecco e Sospiri, «è che l’ex cementificio oggi non è il nuovo Ferro di cavallo. Nella struttura non ci vivono criminali o spacciatori. La proprietà garantisce ogni giorno la vigilanza e la protezione delle murature e delle cancellate, che di notte hanno subìto delle penetrazioni da parte di disperati, soggetti che, nonostante gli aiuti sociali messi a disposizione del Comune nel bilancio con 18 milioni di euro rifiutano ogni genere di assistenza e preferiscono dormire in rifugi di fortuna, compresi siti industriali dismessi».
«Comunque», ha fatto notare l’assessore Del Trecco, «il sito di via Raiale non ospiterà mai più un cementificio. Ricordo che nel 2012, quindi 12 anni fa, la struttura ha spento i suoi forni e nel 2018 l’immobile è stato acquistato dalla Calbit che inizialmente ipotizzava la sua riattivazione. La nostra amministrazione si è insediata nel secondo semestre del 2019 e dal 2020 abbiamo iniziato riunioni e incontri con la società che hanno fatto tramontare questa ipotesi e da quel dialogo ha preso forma il progetto di rigenerazione urbana che, ad oggi, si fonda su risorse private: un investimento di 150 milioni complessivi spalmati in 4 anni». «Parliamo», ha aggiunto Sospiri, «di procedure complesse che pure la Regione, semmai si presentasse la necessità, non esclude la possibilità di sostenere per dare alla parte ovest della città uno spazio nuovo, rigenerato, fruibile da tutti, con un utilizzo turistico di livello».
«Il progetto presentato è ambizioso ma realizzabile», ha osservato il rappresentante della Calbit Marchionne, «il nostro obiettivo è quello di buttare giù entro l’anno in corso l’ex cementificio. Parliamo della demolizione di 350mila metri cubi di materiale. Intendiamo realizzare a Pescara un format turistico in modo che il capoluogo adriatico diventi capofila di un progetto replicabile in tutta Italia». Il progetto, già illustrato più volte, prevede una struttura all’avanguardia moderna, che si sviluppa su cinque livelli e che contenga e offra servizi dedicati al turismo, come la prenotazione di viaggi, escursioni, hotel, itinerari guidati, ma dotata anche di un ostello, un auditorium, un anfiteatro e una biofarm.