Cementificio nel degrado «Aumenteremo i controlli»

Il sindaco raccoglie l’appello dei residenti e sollecita l’intervento del prefetto «I proprietari dell’opificio devono chiudere gli accessi, altrimenti lo faremo noi»
PESCARA. Più controlli per garantire la sicurezza dei cittadini della zona dell’ex cementificio di via Raiale attraverso l’intervento diretto della polizia locale e delle altre forze dell’ordine, con il coinvolgimento diretto del prefetto Flavio Ferdani che nei prossimi giorni convocherà il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per decidere le misure da mettere in campo per frenare l’allarme sociale. È questa la risposta del sindaco Carlo Masci ai residenti che lamentano un’impennata di delinquenza intorno all’opificio dismesso, diventato ostaggio di ladri seriali di rame, spacciatori, tossici, prostitute e senza fissa dimora.
Nei giorni scorsi Cristiano Canale, titolare del ristorante La Nuova Torretta di via Raiale, ha canalizzato il malumore dei cittadini in un esposto che, una volta corredato dalle firme degli abitanti del quartiere, sarà presentato formalmente al prefetto per chiedere, appunto, un aumento dei controlli. Nel frattempo i residenti si sono messi in moto contattando anche gli amministratori locali. Martedì prossimo, dalle ore 13 alle 14, è convocata la commissione Controllo e garanzia, presieduta dal consigliere comunale Pd Piero Giampietro, per affrontare la questione sicurezza dell’area dell’ex cementificio. «Questa zona è già attenzionata: ci sono indagini in corso e stiamo facendo più di quello che si vede», sottolinea il sindaco Masci, «nei giorni scorsi la polizia locale ha denunciato una persona, sorpresa a stazionare nei locali dell’ex cementificio, la cui proprietà non è del Comune ma è privata. Il comandante Danilo Palestini ha interloquito con i proprietari, chiedendo loro di presentare una querela per occupazione abusiva di spazi privati e di provvedere allo sbarramento degli accessi dal lato della strada. Se non lo faranno loro ci penseremo noi, emanando un’ordinanza come abbiamo già fatto per i Palazzi Clerico. Abbiamo acceso un faro anche qui, in collaborazione con questura e prefettura. Chiunque a Pescara commette delle illegalità non può stare tranquillo, visto che le istituzioni e le forze dell’ordine sono presenti e attenti».
Secondo alcuni cittadini l’aumento dei reati e la percezione d’insicurezza che si respira in via Raiale sarebbe direttamente collegata all’abbattimento del Ferro di cavallo in via Tavo. La demolizione dei fortini dello spaccio avrebbe determinato, infatti, uno spostamento della delinquenza da Rancitelli alla zona industriale. «Il Ferro di cavallo non c’entra perché l’illegalità era pregressa», specifica Masci, «in queste settimane sono aumentati gli arresti perché i delinquenti hanno dovuto abbandonare il loro covo. Noi andiamo avanti sulla strada della legalità per tutelare i cittadini perbene e per trovare soluzioni alle situazioni di disperazione di chi vive ai margini della società. Ho già avuto un colloquio con il prefetto, che è molto attivo e sensibile sull’argomento e mi ha assicurato la convocazione del comitato provinciale nel più breve tempo possibile, invitando anche i proprietari dello stabile».
Intanto i consiglieri della lista Sclocco sindaco Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli hanno convocato una conferenza stampa venerdì mattina assieme ai residenti. «Dopo l’abbattimento del cosiddetto Ferro di cavallo la situazione legata allo spaccio, alla prostituzione, al consumo e alle fragilità in generale è peggiorata», dicono, «l’area di insicurezza e degrado si è estesa travolgendo le zone vicine ai Palazzi Clerico e al cementificio».

