Cene a lume di candela e musica per rilanciare Pescara vecchia

19 Giugno 2020

PESCARA. Cene a lume di candela, tangueros, bandoneon, virtuosi della bossa nova e del jazz, piano bar, in ogni angolo del centro storico. Tra le viuzze che separano le dimore di D'Annunzio e Flaiano,...

PESCARA. Cene a lume di candela, tangueros, bandoneon, virtuosi della bossa nova e del jazz, piano bar, in ogni angolo del centro storico. Tra le viuzze che separano le dimore di D'Annunzio e Flaiano, striscioni con gli aforismi del Vate e dello sceneggiatore di Fellini. E ancora, esposizione delle riproduzioni delle opere dei Cascella, Franco Summa, Michetti, per essere mostrate anche ai turisti. Mentre da luglio tornerà la lunga tavolata del giovedì unico, dismessa dallo scorso anno, arrivata a ospitare «fino a 400 persone che hanno potuto degustare i menù diversificati dei ristorantini, cocktail bar e taverne» tra corso Manthoné, via delle Caserme, piazza Unione e piazza Garibaldi.
È una Pescara vecchia che «si deve rianimare con eventi culturali, arte, letteratura, musica d'autore per trascinare un pubblico colto, elegante, di alto livello. È così che la sognano i titolari delle attività di uno storico quartiere che ha potenzialità da fare invidia a tante città italiane, ma non sfruttate appieno. Gli imprenditori rivolgono un appello al sindaco Carlo Masci e all'assessore agli eventi Alfredo Cremonese: «Aiutateci a ripartire, dopo un lungo oblio, con eventi culturali di spessore. Solo così il centro storico si salverà».
Ma ci sono gli orari di chiusura da rivedere: «Mezzanotte è troppo presto per una città che aspira ad essere turistica, meglio le due». E Cremonese risponde: «Prendiamo in seria considerazione le richieste di Pescara vecchia dove abbiamo fatto sistemare l'illuminazione e dove porteremo spettacoli lungo le vie, ma abbiamo bisogno dell'aiuto di sponsor privati».
Stefania Di Blasio, titolare del Samboa, 30 anni in trincea «nel locale più vecchio» di via delle Caserme, lancia le sue proposte: «Noi siamo stati gli ultimi a riaprire, questa emergenza ci ha spaventati, siamo attenti a tutti i protocolli per la sicurezza dei nostri clienti. A Cremonese e Masci, che ci hanno sempre sostenuto, chiediamo di riportare la cultura in questi luoghi deputati per far rinascere il centro storico all'insegna dell'eleganza. Chiediamo l'abbellimento delle strade con fioriere, piante, nuova illuminazione, fiori sui terrazzi, filodiffusione lungo le viuzze, presenza di artisti virtuosi del tango, bossa nova, jazz, le riproduzioni delle opere di Summa, Michetti, Cascella, Napoleone, da ammirare. Una chitarra e una voce ad ogni angolo, agganci con casa D'Annunzio appena riaperta».
Poi la provocazione: «Chi si lamenta della movida chiassosa del centro venga a conoscere le atmosfere rilassanti del centro storico che con questi obiettivi diventerebbe il vero salotto di Pescara», conclude Di Blasio.
Critico Leo Sfamurri, titolare del ristobar Chiodo fisso e attuale direttore del Lido beach in centro: «Il centro storico è vivo, vitale, in tutti i Paesi del mondo, ma a Pescara siamo abbandonati. Da luglio torneremo con le cene del giovedì unico, ma vorremmo installare i dehors, chiediamo il ripristino della piattaforma per collegare agevolmente le due sponde del fiume, la manutenzione dei parcheggi alla golena e con il museo delle Genti fare una convenzione cena-visita guidata». Sfamurri contesta gli attuali orari della movida: «Ogni zona della città è diversa, al mare si dovrebbe chiudere alle 3, al centro storico va bene alle 2, ma mezzanotte è troppo presto per una città che ambisce ad essere turistica». Alex Acquaviva, titolare di Anyma e animatore delle notti di corso Manthoné propone «cene a lume di candela, mostre di libri e quadri e jazz».
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